Si fa luce sulla triste vicende che martedì 3 febbraio ha visto coinvolti S.d.G., 60 enne di Trentola Ducenta e suo figlio E.d.G., nella loro abitazione in Via Romaniello. E’ emerso che le liti tra i due erano iniziate circa cinque anni fa, quando persero tragicamente  una componente della famiglia.

La morte di F.d.G, figlia del 60enne e sorella del ragazzo, che si suicidò lanciandosi dal terzo piano del balcone di casa sua, aveva determinato nel nucleo familiare disperazione e tormento fino a sfociare nella rabbia e nelle discussioni continue tra padre e figlio, che hanno ad un tratto impugnato i coltelli. I vicini di casa della famiglia e gli amici che li conoscevano bene, assicurano che si tratta di ottime persone dediti al lavoro che non avevano mai usato violenza contro altri, e che non si erano ripresi dal forte choc di una morte così imprevedibile e straziante. In particolar modo il giovane legatissimo alla sorella, era finito in depressione e pian piano stava rovinando la sua vita. Da tempo aveva interrotto la relazione con la ragazza, e mandato a monte il fidanzamento e il matrimonio, aveva poi perso alcuni lavori che seguiva come geometra, mentre altri non li aveva conclusi. Ma le cause del suo malessere non erano certo dovute a problemi finanziari, perché sia il giovane che la famiglia vivono in condizione agiate, l’unico grande fardello che ha rovinato la loro esistenza è il dramma della morte della loro cara, una ragazza che a sua volta non aveva sopportato la fine di un fidanzamento e il distacco dalla persona amata. L’augurio che gli amici e i conoscenti adesso si sentono di fare ai due uomini è quello di riacquistare la salute e la serenità, riappropriandosi della loro vita per il bene di se stessi e del resto della famiglia. 

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