A Parma sono proprio strani, nonostante l’evidenza dei fatti c’è ancora chi sostiene che il Clan dei Casalesi non sia penetrato nella provincia emiliana. Un fatto noto da anni, lo hanno descritto prima i giornali locali campani, Tv Parma e l’Espresso, lo hanno raccontato dettagliatamente facendo nomi e cognomi, ultimamente ne ha parlato anche lo scrittore Roberto Saviano.
Ci sono persone in carcere, società sotto sequestro, condanne di primo grado e tutto il corollario legato alle vicende di mafia, ma prima il prefetto di Parma Paolo Scarpis ha liquidato la vicenda definendo una “sparata” quello che Saviano ha ripetuto citando i giornali, poi sulla stessa scia si è posto anche il Sindaco della città Pietro Vignali, addirittura lo ha fatto proprio mentre a Napoli iniziava il processo d’appello ad un parmigiano, che è il primo settentrionale ad essere stato condannato perché ritenuto organico alla Camorra. Aldo Bazzini che in primo grado ha avuto 3 anni e 4 mesi (il figlio ha già patteggiato 2 anni). Sindaco e prefetto sono convinti di una cosa, che a decine di magistrati e giornalisti che si occupano di camorra appare assai diversa.