Nei millenni le generazioni produttive investivano nel futuro dei figli e nipoti, degli allievi ed apprendisti. Senza soluzione di continuo. Negli ultimi decenni questo passaggio di testimone s’è bloccato. Gli unici che hanno blindato le consegne alle platee ossequianti sono stati i mafiosi, i politici dediti all’arricchimento dei propri clan e clientele, i baroni, le lobby bancarie e finanziarie,
ossia tutte quelle realtà sociali dedite allo sfruttamento parassitario, frutto dell’occupazione militare dei centri di potere. Tutti costoro e tutti i vari magliari annidati e cresciuti all’ombra delle varie burocrazie sono i moderni ladri di futuro. Nessuno si illuda: chi occupa i posti di potere nelle Istituzioni previste dallo Stato, in quelle elettive ed in quelle associative pensa grandemente se non esclusivamente alla crescita del proprio potere di manovra e del proprio cespite. Gli altri sono i fessi, i beoni, coloro che – al pari dei tifosi degli sport inquinati dal malaffare – vanno manovrati , devono essere indirizzati in un senso o nell’opposto, devono scegliere scelte già decise in precedenza da loro, i padroni. Il pensiero libero, le filosofie, gli indirizzi dei saggi sembrano svanite nel nulla. Gli unici che creano valore aggiunto e ricchezze sono gli scienziati: i tanti che riescono – pur tra tante difficoltà e ristrettezze di investimenti – a scoprire o riscoprire ( la conoscenza è ricordo, diceva un certo Socrate qualche anno fa, raccontatoci da Platone ) quanto di più o meno utile sia al lievitare non solo dello sviluppo economico e tecnologico, ma soprattutto alla crescita della qualità di vita e degli standard di civiltà. Anche i recenti tragici eventi che portano sotto i riflettori l’esistenza degli orchi e dei mostri variamente mascherati ci conducono a quanto già rappresentato e previsto dai miti e dalle fiabe antiche. La bestia, il mostro, l’orco è dentro ognuno di noi, come il santo, il saggio, il donatore disinteressato. Tutti coloro che hanno abbrutito le convinzioni e le attività della nostra società sono i primi, tutti coloro che pensano ad accendere i riflettori sulle attività oscure, illecite e criminali, e che cercano di ristabilire i fondamentali civili sono i secondi. Il resto, come indicava il Principe, sono papocchie…cchie,cchie.
Gennaro Mariniello
Consorzio Campania Plus