Quando la politica entra nelle faccende scolastiche non è mai una cosa positiva, il partito della Lega Nord in questi giorni per acquisire un po’ di visibilità mediatica le sta sparando grosse su vari fronti, tra i vari temi anche quello dell’inno nazionale: le camice verdi vorrebbero Va’ Pensiero al posto dell’Inno di Mameli, in risposta alla boutade “padana” dalla Campania è arrivata una risposta anch’essa tesa a conquistare la ribalta mediatica.
Giorgio Magliocca, sindaco di Pignataro Maggiore (Caserta), oltre ad aver ordinato l’acquisto di bandiere tricolori da dare alle scuole, cosa che fin qui rientra nelle sue competenze e nella sua discrezionalità, ha travalicato il suo ruolo compiendo una grave intromissione di un amministratore locale nella funzione docente, che è del tutto impropria. L’avvocato Magliocca ha ordinato: “alla Dirigente Scolastica ed ai vari responsabili delle varie istituzioni scolastiche private presenti sul territorio di predisporre una circolare interna che preveda il canto dell’inno nazionale all’inizio di ogni giornata di studio”. Magliocca sa benissimo che l’ente comune è responsabile solo degli immobili delle scuole elementari e medie (primarie e secondarie di primo grado), dovrebbe ricordarsi che nessuno ha titolo di intervenire nelle attività didattiche. Qualcuno gli spieghi che esiste la libertà didattica e nessuna autorità amministrativa ha titolo di ordinare alcunché agli insegnanti, che decidono in scienza e coscienza, come e cosa insegnare ai ragazzi. Nemmeno un ordine gerarchico del ministro può determinare una cosa di questo genere, figuriamoci l’ordinanza di un amministratore locale che ordina al dirigente scolastico (una volta si diceva preside), che è un’autorità statale, cosa far fare agli alunni. Magliocca entra a gamba tesa nelle faccende che riguardano gli insegnanti, il decreto legislativo 297/94, recita testualmente: “(…) ai docenti è garantita la libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente”. Addirittura ordina al preside di predisporre una circolare, come se si trattasse di un suo sottoposto, non si era mai visto che un ente locale ordinasse qualcosa ad un Ministero (nel caso specifico il dirigente scolastico rappresenta quello della Pubblica Istruzione), tralasciando poi il fatto che le circolari della pubblica amministrazione, come ha ribadito più volte la Cassazione, non costituiscono obblighi. Ragionando come Magliocca, anche il dirigente scolastico potrebbe ordinare qualcosa al Sindaco, anzi anche l’insegnante potrebbe farlo, perché nell’esercizio delle sue funzioni riveste la qualifica di pubblico ufficiale e lederne le prerogative potrebbe generare da parte dell’ufficio di cui egli è titolare un atto autoritativo. Ovviamente la libertà didattica vale anche per gli insegnanti delle scuole dell’Infanzia (asili) che talvolta sono gestiti dai comuni.

Salvatore Pizzo
• giornalista di cronaca giudiziaria
• docente di scuola primaria statale