L’imprenditore originario di Cesa Alfredo Romeo è indagato anche dalla Procura di Bari, risulta coinvolto nell’inchiesta a carico di una settantina di persone accusate di presunti illeciti compiuti dalla società di servizi ‘La Fiorita’. Nella città pugliese pende da qualche mese una richiesta di rinvio a giudizio per delle presunte irregolarità, relative ad un presunto accordo che sarebbe avvenuto tra il gruppo Romeo, La Fiorita e un gruppo cooperativo emiliano.
I fatti contestati a Romeo in questo caso risalgono al 2003. Sulla richiesta di processo si pronuncerà il gup di Bari Rosa Calia Di Pinto nell’udienza preliminare fissata per 12 gennaio 2009. Intanto si è saputo che relativamente ad alcuni appalti conferiti dal Comune di Napoli, già nel 1997, l’allora assessore Mario Di Costanzo (all’epoca del Ppi) denunciò situazioni anomale, ma nulla è accaduto. Altre contestazioni anni fa furono mosse a Roma, per altri appalti del comune della capitale, da Teodoro Buontempo (oggi ne La Destra) e da Rita Bernardini (deputata Radicale). 12 anni fa Romeo fu condannato a 4 anni e 6 mesi nel processo sulla tangentopoli napoletana, poi in appello la pena fu ridotta a 2 anni e 6 mesi, infine la Cassazione nel 2000 ha dichiarato la prescrizione. Romeo attualmente è a giudizio anche a Roma per alcune difformità edilizie relative alla sua villa di Posillipo, il processo si svolge nella capitale perché è coinvolto anche un magistrato napoletano accusato di aver esercitato pressioni in favore dell’imprenditore.