Mentre in tutto il resto d’Italia si tagliano soldi alla scuola, il parlamento in maniera bipatrizan ha approvato “in silenzio” una legge ad hoc per una sola scuola di Parma, la Scuola Europea, per la quale è stato previsto un nuovo edificio scolastico che dovrà costare ben 26 milioni di euro. Il Comune della città emiliana tempo fa ha nominato una commissione che dovrà valutare i progetti presentati, ma a questo proposito alcuni architetti hanno espresso delle rimostranze circa le modalità seguite.
Dopo aver appreso di questa circostanza ha preso posizione anche gruppo “Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e provincia”, che: “Nel rilevare le continue e preoccupanti affermazioni espresse pubblicamente, e più volte, da illustri architetti ed esponenti della politica locale, relativamente ai criteri che hanno determinato la composizione della commissione aggiudicatrice, nominata dal Comune, per valutare la progettazione definitiva dell’edificio che dovrà ospitare la “Scuola Europea”, chiede pubblicamente che tutti coloro che siano a conoscenza di eventuali irregolarità, di informare con precisione l’Autorità giudiziaria”. Il gruppo Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma” e provincia non si dice contrario all’istituzione della “Scuola Europea”. Tuttavia attraverso il portavoce Salvatore Pizzo, il gruppo esprime: “Il più netto dissenso rispetto all’enormità dei fondi stanziati per realizzare un nuovo edificio scolastico che ospiti questa scuola. 26 milioni di euro sono una cifra astronomica per una sola istituzione scolastica ed il fatto che tecnici e politici locali siano in contrasto tra loro per come si sta operando, delinea uno scenario opaco sul quale è opportuno che vigili la magistratura inquirente. La soluzione migliore – continua il portavoce Pizzo – sarebbe allocare la Scuola Europea in qualche immobile esistente e che i parlamentari nazionali, così come hanno disposto in maniera bipartizan un finanziamento talmente inopportuno in questi tempi di vacche magre”, destinino questi soldi al mantenimento degli organici nelle scuole.

Di red