Il 58enne aversano Gennaro Nappa, arrestato in gennaio nell’ambito dell’operazione “Giotto” nei giorni scorsi ha ottenuto gli arresti domiciliari. Nappa difeso, dall’avvocato Enzo Guida, fu coinvolto in una maxi operazione, condotta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che arrestò 109 persone. Nel corso delle indagini furono scoperti quattro laboratori clandestini per la falsificazione di banconote, monete e marche da bollo false.
L’inchiesta per competenza è passata poi alla Procura di Napoli. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, tra le diverse associazioni finalizzate al falso c’era una vera e propria ‘rete’ operante su tutto il territorio nazionale e con diramazioni in Germania, Spagna e Lituania. Le misure restrittive cercarono di smantellare una vera e propria ‘holding del falso’. Oltre al sequestro di banconote false per un totale di un milione 242.070 euro, l’attività d’indagine ha scoperto una stamperia clandestina a Carinola, nel Casertano, una zecca clandestina ad Afragola, un laboratorio serigrafico a Grumo Nevano e la tipografia clandestina per la stampa di marche da bollo false a Melito Porto Salvo, nel reggino. Secondo l’accusa Nappa, era partecipe di questa associazione, con il compito di mettere a disposizione la sua professionalità, svolgendo l’attività di tipografo.

Di red