La giunta comunale di Aversa autorizza la realizzazione di altri 48 appartamenti, case di scarso valore che la follia collettiva valuta a caro prezzo. Intanto mancano le strutture per ricevere i turisti

Qualche giorno fa ci eravamo illusi che per Aversa potesse esserci ancora una speranza, il Sindaco Domenico Ciaramella in Consiglio Comunale aveva riferito che l’economia della città doveva finalmente essere protesa verso il turismo culturale. La vera vocazione del capoluogo normanno insieme alle sue potenzialità enogastronomiche. Anche se con decenni di ritardo sembrava che qualcosa si stesse iniziando a muovere, invece nulla, a distanza di poche ore tutto è stato puntualmente smentito, i “quartinari” continuano ad affliggere il nostro territorio. Trovano gioco facile nell’Aversano perché la gente è convinta che quelle case abbiano valore, eppure la zona è resa invivibile dal pullulare di palazzo, un ammasso cementifero in pochi chilometri quadrati che fa letteralmente schifo, eppure dalle nostre parti vige la convinzioni che per essere uomini o donne realizzate bisogna avere un quartino, evidentemente è il retaggio di generazioni che fino qualche tempo fa hanno vissuto nei bassi non potendosi permettere di pagare un affitto. Per loro è un riscatto sociale, distruggono il territorio, tolgono il futuro ai loro figli, per una proprietà che qualsiasi cittadino dell’occidente industrializzato non acquisterebbe nemmeno per un soldo. Dagli ambienti della politichetta aversana abbiamo saputo che 16mila metri quadri al confine con Gricignano, destinati dal Prg a verde pubblico e servizi, sarebbero stati riconvertiti alla costruzione di 48 appartamenti di edilizia popolare. A pochi passi da Atella, anziché costruire alberghi, camping, strutture ricettive per accogliere gente, da attirare ad Aversa e dintorni, che da tutto il mondo potrebbe avere interesse alla scoperta del nostro ricco patrimonio e delle nostre peculiarità, si continua con lo schifio delle case, vanno per il milioncino di euro subito e lasciano il molto che potrebbe arrivare un domani che stanno cancellando. Questi imprenditori locali che non vedono la miniera d’oro che hanno davanti a se, sono la vera piaga della nostra zona, con loro i politichetti che ci ritroviamo.
 
Salvatore Pizzo