Luciano Pezzella, l’agente di polizia penitenziaria 49enne che ha sterminato la famiglia Verde e ha tolto la vita con loro anche a Franco Pinestro, da ieri sera nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di omicidio volontario, ha raccontato ai Militari dell’Arma di aver litigato con quest’ultimo, perché quel furgone parcheggiato nei pressi di casa sua gli dava fastidio e faceva molto rumore.
Pezzella ha riferito che aveva chiesto di spostarlo, ma che l’uomo l’avrebbe minacciato insieme al suo vicino e a quel punto, ha detto: “Ho avuto paura per la mia incolumità ed ero esasperato, sono andato a prendere la pistola ed ho sparato.”
La strage è avvenuta dopo che Pinestro, piccolo imprenditore ortofrutticolo di San Marcellino, ha parcheggiato il suo furgone in via Carducci a Trentola Ducenta davanti casa dei Verde, a pochi metri dell’ingresso dell’abitazione dell’agente penitenziario. Pinestro, che convive con una donna e ha un figlio di 7 anni, doveva comprare delle cassette per la frutta dal 61enne Michele Verde. L’uomo era sul furgone quando è stato colpito, ha provato anche a fare qualche metro sfondando un muretto, ma è stato fermato dai colpi che lo hanno raggiunto. Tasportato al nosocomio è morto poco dopo dissanguato. I Verde sono stati colpiti più volte ad altezza d’uomo, adesso sarà l’autopsia, che dovrebbe tenersi domani all’istituto di medicina legale di Caserta, a chiarire quanto proiettili hanno raggiunto le vittime e quali sono stati fatali.
Dalla strage si sono salvati miracolosamente il secondo figlio dei Verde, che era al bar a fare colazione, e la fidanzata 23enne di Pietro Verde, Antonella, che ieri mattina dormiva mentre Pezzella sparava.
La ragazza sotto choc per la perdita che ha subito e per la scena raccapricciante che ha visto dopo aver udito gli ultimi colpi, non riesce a capacitarsi di come possa essere accaduto tutto questo. La giovane uscendo dalla stanza ha trovato i corpi del fidanzato e dei suoceri in un lago di sangue. Un terzo figlio di Michele ed Enza Verde, era invece a Varese, dove risiede, ed è tornato precipitosamente dopo essere stato avvertito dai carabinieri, il giovane si sarebbe dovuto sposare nei prossimi giorni ma le nozze sono state ovviamente annullate.
Lite tra vicini a Trentola Ducenta: uccise quattro persone
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