La sorte dell’ex Ospedale Psichiatrico normanno non è cosa solo aversana e a fissare definitivamente questo concetto, su nostro suggerimento, ci ha pensato la Rai che con la trasmissione televisiva “Mi manda Raitre” ha voluto ridare alla nazione l’immagine deteriorata ma ancora preziosa della Maddalena.
Si tratta di un complesso di 170 mila metri quadrati, il cui corpo originario fu voluto da Carlo d’Angiò nel 1269 come Hospitium Lebrosorum. Nel 1420 vi andarono i Minori Conventuali e dieci anni dopo l’aversano Scaglione fece costruire in pietra grigia il bellissimo chiostro di San Bernardino, che porta il nome del Santo che qui soggiornò. Nel 1813 il complesso venne poi trasformato su volere di Gioacchino Murat nella “Casa dei folli del Regno di Napoli”. Venne così inaugurato il primo manicomio d’Italia, che ben presto divenne modello di eccellenza nello studio della psichiatrica in tutta l’Europa, fin quando con la legge Basaglia del 1978 ne fu disposta la chiusura.
Da lì il progressivo abbandono del bene di proprietà dell’ Asl e della Regione Campania, tranne che per un edificio e la relativa porzione di terreno, di proprietà del Comune di Aversa. L’incuria e il degrado per decenni hanno ridotto il complesso in uno stato vergognoso. L’ospedale, la chiesa e il parco sono stati lasciati alla mercé degli agenti atmosferici, dei vandali e dei ladri d’arte, nel più totale disinteresse delle istituzioni preposte al controllo. Fin quando come un fulmine a ciel sereno, lo scorso settembre l’Asl di Caserta ha assurdamente messo in vendita il complesso S. Maria Maddalena, estromettendo la città di Aversa da ogni tipo di scelta. Un’azione impensabile non solo per gli aversani, ma per tutti quanti hanno ben chiaro il valore storico, artistico, culturale, scientifico e naturale del luogo. Ad esprimere dissenso l’ex Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray e il magistrato Ferdinando Imposimato, che ha definito la malsana iniziativa come un’offesa a tutti gli italiani e al diritto inviolabile sancito dall’articolo 9 della Costituzione. Fortunatamente alla manifestazione di interesse avviata dalla Asl di Caserta non vi è stata risposta, ma è ancora alta la preoccupazione per la sorte del complesso, che potrebbe finire nelle mani di speculatori edilizi. Il sindaco di Aversa, Giuseppe Sagliocco alle telecamere di “Mi Manda Raitre” ha voluto rassicurare e precisare che la struttura resterà patrimonio aversano senza che alcuna speculazione venga concessa. Intanto nel dubbio di nuove improvvisate mal gradite provenienti dall’area Casertana, numerose sono le forze scese in campo per opporsi ad ogni iniziativa che non includa la compartecipazione. Il Movimento 5 Stelle, attraverso una petizione popolare sta puntando alla sensibilizzazione dei cittadini, mentre il parlamentare penta stellato Salvatore Micillo, ha presentato un’interrogazione al governo sui recenti avvenimenti. Ma sul territorio stanno nascendo comitati e associazioni, in larga parte costituiti da giovani che, svincolandosi da ogni riferimento politico cercano di portare avanti la causa nel rispetto del passato e con la volontà del rilancio per l’avvenire. Bisogna infatti non dimenticare, come spesso accade, che le testimonianze della storia oltre ad essere ricchezza nel ricordo sono carboni ardenti, sopiti sotto le ceneri dell’inerzia, pronti ad una nuova fiammata per il futuro.
Ester Pizzo
Immagine tratta dalla Civica Raccolta Pizzo – cartolina degli anni ’50- 60, raffigurante l’entrata dell’Ospedale Psichiatrico Santa Maria Maddalena