L’imprenditore  aversano Fierro alla guida della sezione lattiero – casearia di una sede decentrata dell’Unione Industriali, ma perchè non può farlo nella sua città, capofila di un filiera che casertana non è, se non per una bizzarria amministrativa?

“Se non è di Aversa desisti…”, così diceva Totò nel celebre film Miseria e Nobiltà riferendosi al nostro oro bianco: la Mozzarella di Aversa. Una battuta che se fosse stata pronunciata a favore di un qualsiasi altro prodotto gastronomico, magari del Nord, sarebbe diventata oggetto di spot, invece nell’aversano scontiamo l’esistenza di classi dirigenti miopi, sia esse politiche che imprenditoriali che non approfittano delle peculiarità uniche del territorio. In questo caso il cancro camorra c’entra poco, è una questione di mentalità. Nessuno mai ha registrato il marchio Mozzarella di Aversa, i nostri produttori anziché difendere la nostra specificità territoriale accettano supinamente di far parte di un generico Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana, in cui il nome Aversa non solo non si percepisce minimamente ma anche il concetto di Campania è labile, visto che esso considera campana anche mozzarella prodotta in Puglia e Lazio. Inoltre questo Consorzio ha sede in una località che con la Mozzarella c’entra come i cavoli a merenda, San Nicola la Strada. Una cosa inconcepibile, come se il Consorzio del Prosciutto di Parma avesse la sua sede a Cremona, siamo ben oltre la logica, che la dice lunga sull’attaccamento al territorio che le menti pensanti della zona Aversana hanno, sembra piacergli il masochismo più sfrenato. Gli imprenditori della zona Aversana e Giuglianese anziché cercare di aprire una sede nostrana di Confindustria, preferiscono Caserta e Napoli. Se quelli che fanno riferimento al capoluogo partenopeo una ragione forse ce l’hanno, perché Napoli è pur sempre una delle città più importanti del mondo, quelli che si riducono a fare i pendolari verso la piccola Caserta sono di difficile comprensione. Confindustria tempo fa aveva aperto ad Aversa, poi alla chetichella ha chiuso senza mai fornire una spiegazione pubblica e gli imprenditori della nostra zona hanno continuato bellamente, senza un minimo di orgoglio territoriale, a fare i casertani, come se fosse normale che Caserta abbia una certa potestà su Aversa e il suo comprensorio. In questi giorni i media locali hanno dato notizia che un aversano, Lino Fierro, è diventato capo  della sezione lattiero casearia di Confindustria che ha sede in quell’anonima località. Si tratta di un nome storico della Mozzarella di Aversa, il Caseificio Fierro fornisce persino i reali inglesi ed è assurdo che un nome così importante sia legato al toponimo Caserta, perché non Aversa?

Salvatore Pizzo