Il ritorno dell’Aversa in serie D è stato in parte rovinato dal comportamento indecoroso di pochi: addirittura una signora che era tra i tifosi del Modica è dovuta ricorrere anche alle cure del pronto soccorso. Abbiamo raccolto la testimonianza di Orazio Puglisi, uno dei più noti commercialisti di Modica e leader della Gilda degli Insegnanti di Ragusa che ha seguito la squadra della sua città nella trasferta aversana, situazioni confermate dalla giustizia sportiva (pubblichiamo le motivazioni, poco edificanti, del giudice sportivo): il campo di Aversa è stato squalificato per tre giornate e la società multata per 6 mila euro. Racconta Puglisi:
“Un sistema di fuochi d’artificio e petardi posizionati nei pressi del bar della tribuna degli ospiti, azionato con un telecomando che ha sorpreso persino le forze dell’ordine, poi una serie di petardi lanciati verso di noi, questo ha poi scatenato una reazione e in quei concitati momenti una signora é rimasta ferita. Noi siamo stati perquisiti e non avevamo niente, in massima parte la tifoseria era composta da famiglie, con molte donne bambini e ragazzi, senza scorta siamo entrati in città da soli, io ho pure telefonato alla Questura e ci è stato riferito che non c’era nessuna necessità, eppure il clima era già ostile alla vigilia: a notte fonda, per disturbare, dei petardi sono stati esplosi nei pressi dell’albergo dove dormiva la squadra, dei balordi che hanno distrutto il vetro del pullman con dentro i calciatori e lo staff. Massima solidarietà alle forze dell’ordine ai pochi militari impegnati, che nei nostri confronti si sono ben comportati, erano pochi per una manifestazione che si preannunciava già calda”. In vari commenti sui social si apprende che un gruppo di tifosi locali ha reagito con aggressività all’arrivo della squadra siciliana, dopo la rottura di un vetro il bus è stato subito circondato da persone del posto, alcune con atteggiamenti minacciosi, creando un clima di forte tensione. I giocatori e lo staff del Modica hanno dovuto sopportare frasi minacciose lungo tutto il perimetro del campo da parte di tifosi e persone del luogo, durante la partita alcuni tifosi di casa hanno spalancato la porta che divideva le due tifoserie, dando inizio a una colluttazione a calci e pugni tra gruppi di supporter, in un clima di grande tensione e intimidazione”.
Anche i modicani come gli aversani nel mondo sono stati vittima della decisione di impedire la trasmissione della diretta, si legge in un commento: “Vietare ad una comunità che si trova a 750km di distanza di vedere la diretta della gara nonostante accordi chiari, esagerare sul prezzo dei biglietti e creare un clima più che ostile con scene di guerriglia non c’entrano nulla con lo sport”.
sp