Giovedì a Roma si è svolto un incontro tra i rappresentanti del Coordinamento nuove province (Aversa, Avezzano, Sulmona, Bassano, Melfi, Sibari, Sulmona e Venezia Orientale) e deputati Santulli (Udeur), Lettieri (Margherita) e Gerace (An).

Giovedì a Roma si è svolto un incontro tra i rappresentanti del Coordinamento nuove province (Aversa, Avezzano, Sulmona, Bassano, Melfi, Sibari, Sulmona e Venezia Orientale) e deputati Santulli (Udeur), Lettieri (Margherita) e Gerace (An). Dall’appuntamento è emerso che sarà presentato un emendamento alla Finanziaria, il cui primo firmatario sarà l’onorevole Rotondi. Un importante segnale politico visto che Rotondi è il segretario nazionale della Nuova Democrazia Cristiana. L’emendamento che prevede lo stanziamento di 1 milione 750mila euro, per avviare le procedure preliminari per la realizzazione dei nuovi soggetti, sarà discusso in Commissione bilancio alla Camera. Nella stessa sede verrà esaminata la recente proposta di Santulli che chiede lo stanziamento di appositi stanziamenti (circa 10 miliardi di euro per i prossimi tre anni) per la provincia di Aversa. Queste iniziative seguono di pochi giorni le sconcertanti dichiarazioni degli esponenti diessini di Aversa, eppure il loro partito votò a favore nei consigli comunali, che a suo tempo chiesero di sottrarre il comprensorio aversano all’umiliazione di dover essere sottoposti alla potestà provinciale della cittadina di Caserta. Una città elevata al rango di capoluogo di provincia, senza che se ne comprendano quali siano le ragioni storiche. In un recente convegno tenuto nella città normanna, il consigliere nazionale dei Ds Raffaele Ferrara, ex sindaco di Aversa ed uomo di punta della Cgil, ha dichiarato: “Il ruolo di Aversa nell’agro è stato demandato ad un’idea velleitaria di istituzione della provincia, senza continuare, invece, in quell’attività da noi intrapresa che aveva conferito ad Aversa stessa un ruolo di guida. Insomma, si è fatta naufragare una provincia che, di fatto, già esisteva, dando corpo ad un’idea che ha solo causato una perdita di ruolo guida. Un ruolo che avrebbe significato misurarsi, dare vita a progetti che interessano l’intera conurbazione aversana, perchè alcune pianificazioni non possono non essere comprensoriali. Per cui oggi non può non parlarsi di una pianificazione complessiva dell’agro in settori come quello urbanistico o i trasporti”. Dalle parole di Ferrara sembra di capire che la provincia di Aversa di fatto “già esisteva”, però non è opportuno riconoscerne l’esistenza formalmente, è giudica “velleitario” ciò che il suo stesso partito ha precedentemente sottoscritto. Addirittura la segretaria cittadina dei Ds, Eugenia D’Angelo, ha anche detto alla stampa locale che l’idea di provincia di Aversa è superata. Un altro diessino Rodolfo Parisi (era il presidente del Consiglio Comunale quando si votò per la Provincia di Aversa), in un’intervista ha detto che l’obiettivo non è realizzabile, non a caso si trastulla a fare il consigliere provinciale a Caserta. Una gravissima situazione, se il maggior partito della sinistra ritiene che il nostro territorio debba essere ancora umiliato grazie alla ultradecennale politica filo casertane, bisognerà tenerne conto, però quella dei Ds aversani sembra essere una nota stonata, perchè i parlamentari Angius e Bassanini, rispettivamente capogruppo al senato e responsabile degli enti locali della Quercia in occasione dell’ultimo incontro con i rappresentanti dei comitati delle nuove province hanno espresso il loro sostegno, elemento confermato anche da Santulli che è un alleato della coalizione. Addirittura il presidente di quell’ente al quale siamo costretti ad essere sottoposti, la Provincia di Caserta, ha dichiarato: «La città di Aversa e il suo Agro hanno maturato in questi anni un credito d’attenzione politica e di governo da parte della Provincia, che la nostra amministrazione ha iniziato a colmare, puntando proprio su questo territorio come zona strategica del progetto di sviluppo messo in campo». Non capisce il Presidente della Provincia di Caserta che Aversa non si trova nel casertano, e che il suo ente ci è imposto ma non è gradito, lo dicono le delibere dei Consigli Comunali ed il voto del Consiglio regionale favorevoli alla riconoscimento dell’esistenza della provincia di Aversa. Adesso è giunta l’ora di vedere chi è veramente a favore.