Leonarda Cianciulli, fu protagonista di una vicenda giudiziaria che negli anni ‘40 del secolo scorso destò molto scalpore, venne ritenuta colpevole dalla Corte d’Assise di Reggio Emilia di aver assassinato tre donne e di averne quasi saponificato i cadaveri.
. La sentenza con la quale la donna fu condannata a 30 anni di reclusione, da scontare dopo 3 anni di manicomio giudiziario ad Aversa, fu emessa nel luglio del 1946. Leonarda Cianciulli al momento della condanna aveva 50 anni, compì i delitti tra il dicembre del 1939 ed il novembre del 1940 e durante il processo si dichiarò colpevole: confessò di aver tagliato a pezzi le tre donne sul tavolo della cucina, e di averne disperso i resti dopo averli bolliti in un pentolone pieno d’acqua e soda caustica, un vero è proprio processo di saponificazione che però non fu portato a termine. Le massaie in quell’epoca si facevano il sapone in casa trattando in quel modo gli ossi di maiale, ma la Cianciulli con i resti delle sue vittime non arrivò a produrre saponette, fece scolare quel liquido umano gettandolo nel lavandino… (continua)