La Mela Annurca campana tra poco dovrebbe fregiarsi del marchio di tutela comunitaria “indicazione geografica protetta”.

La richiesta di questo atteso riconoscimento per la perla delle mele, è stata recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dopo la domanda presentata agli organi comunitari dal Ministero delle Politiche Agricole. Il nome di questo frutto per palati fini, che spesso è prescritto anche dai pediatri, deriva da “orcole”, zona della millenaria Campania Felix compresa tra l’attuale area flegrea e le campagne che adesso ricadono nei comuni di Giugliano e Parete. Il nome “orcole” nel corso del tempo si è poi trasformato in “anorcole”, “annorcole” e quindi in Annurche, di queste mele parla anche Plinio il Vecchio indicando appunto la sua zona di maggiore produzione l’antica “Campania Felix” . Tra gli elementi di tipicità che certamente caratterizzano il frutto, oltre al sapore gradevolmente acidulo e all’intenso profumo, è l’arrossamento a terra che la mela subisce nei “melai”, una pratica volta a completare la maturazione del pregiato frutto. Lo scorso 7 dicembre il direttore generale del Mipaf, Laura La Torre, insieme al consigliere del Ministro Alemanno Rosario Lopa, si è recata a Bruxelles all’ufficio competente dell’Ue, dove è stata data assicurazione sui tempi brevi per l’attribuzione del riconoscimento. Purtroppo il valore e la redditività di questa ennesima e particolare risorsa gastronomica, che rende il nostro territorio unico, non è stata colta a pieno da molti esponenti delle classi dirigenti locali. Una diffusa ignoranza porta a non rendersi conto che la produzione e la commercializzazione delle tipicità enogastronomiche, è fonte di reddito, ricchezza, lavoro e adesso anche di turismo. Salvatore Pizzo