Si è trattata veramente di una `giornata storica´ per l´O.P.G. di Aversa.
La tavola rotonda, che si è svolta nella `Sala Guitmondo´ del Seminario Vescovile, in Piazza Normanna, ha preceduto l´inaugurazione di alcuni locali nel seminario stesso, adibiti a `Centro di accoglienza diurno per gli internati dell´O.P.G.´ e `Centro di accoglienza notturno per i loro familiari´. Il programma ha visto il susseguirsi degli interventi di Giuseppina Levita, responsabile del progetto, della vice-direttrice amministrativa dell´O.P.G. Dante, di Alfonso Rossi, responsabile tecnico-scientifico del progetto e di Monsignor Vincenzo Cacciapuoti, direttore della Caritas diocesana. L´incontro, moderato da Franco Iannucci, vicedirettore Caritas, si è concluso con i saluti del Sindaco Ciaramella e di Angela Ruggiero, Direttrice Generale dell´ASL. I locali sono stati, poi, benedetti dall´Arcivescovo Mario Milano. L´obiettivo del progetto è quello di creare le condizioni, per gli internati dell´Ospedale Psichiatrico Giudiziario (O.P.G.), di un possibile e graduale reinserimento nel contesto sociale attraverso la formazione al lavoro e la ricerca di forme dignitose di sostentamento, che una ventina di ospiti dell´O.P.G., `in attesa di reinserimento sociale´, svolgeranno nel `centro di accoglienza diurno´. Inoltre, nelle intenzioni del progetto, è centrale la promozione al recupero e alla ricostruzione dei legami con i familiari, attraverso la creazione di spazi di accoglienza, come il `centro di accoglienza notturno´, per le famiglie degli internati. "L´O.P.G. di Aversa è, infatti, l´unica struttura del suo genere nel sud Italia, che cerca di mantenere saldi i legami con le famiglie degli internati", dice la vice direttrice dell´O.P.G. Questa vasta operazione è in verità la realizzazione di un progetto che ha visto in prima linea la Caritas della Diocesi di Aversa, fiore all´occhiello delle Diocesi italiane, diretta dall´instancabile Mons. Cacciapuoti e il Centro di animazione missionaria (CAM), che è una struttura, senza fini di lucro, che ha lavorato in sinergia con la Caritas anche in tanti altri progetti. Al progetto vi è stato l´affiancamento fattivo sia dell´A.S.L. sia dei validi professionisti dell´O.P.G. "Finora molto è stato fatto fino al muro del manicomio criminale", afferma Rossi, "ma ancora molto deve essere fatto oltre il muro. La realizzazione di questo progetto è un passo avanti proprio in tal senso". "La CARITAS diocesana", dice Don Vincenzo, "sostiene progetti come questi che mirano a restituire al più `povero tra i poveri´ la `dignità´ persa o calpestata". "L´opzione per il povero diventa, dunque, una emergenza cui non ci si può sottrarre in un mondo dove ogni uomo è il mio prossimo", conclude Mons. Cacciapuoti. Ma sicuramente incisiva è stata la testimonianza di Nicola Molitierno, invitato a parlare dal Direttore della Caritas. Nicola Molitierno, infermiere all´Ospedale Moscati di Aversa, diacono permanente e volontario Caritas, è stato il pioniere del progetto e lo ha avviato già una quindicina di anni fa, mettendo a disposizione i suoi mezzi e le sue potenzialità in merito. "Gli ospiti dell´O.P.G. vanno accompagnati, anzitutto, ad un reinserimento graduale nella percezione dello spazio esterno", dice Molitierno, "infatti, ricordo quando all´inizio li accompagnavo per strada e mi chiedevano di rallentare il passo perché non erano abituati più al ritmo del mondo esterno"; pertanto il lavoro è stato duro e faticoso, ma, oggi, si ufficializza istituzionalmente un lavoro che Molitierno porta avanti personalmente già da anni. Il progetto `IL PONTE´ mira proprio alla costruzione di strutture come questa del `Centro di accoglienza´ per creare un `legame´ tra il mondo interno (quello della struttura dell´O.P.G.), che accoglie persone con la doppia disabilità `del carcere´ e `della malattia mentale´, e il mondo esterno (all´ospedale psichiatrico stesso), attraverso un percorso ragionato di un lento e difficile riapprendimento a saper vivere gli spazi e la percezione del mondo. Sicuramente a vincere ad Aversa è stata quella brillante intuizione che nel lontano 1978 ebbe lo psichiatra triestino e senatore della Repubblica, Franco Basaglia, che definì la malattia mentale come `entità presente nelle pareti e nelle relazioni umane piuttosto che nella testa delle persone´, avviando un discorso di recupero della `dignità´ del malato mentale. Il progetto-pilota che si è realizzato ad Aversa, è un progetto sperimentale unico nel suo genere in Italia è porta sicuramente ad una migliore evoluzione la legge 180: verso una `umanizzazione´ degli ospedali psichiatrici criminali.
di Nicola Palumbo