Per quattro dei componenti della cellula del “Gruppo Salafita per la predicazione e il combattimento”, attiva anche da Aversa, è arrivato il no definitivo all’arresto,
lo ha deciso la Cassazione alla quale si è rivolta la Procura di Napoli dopo che il Gip non aveva concesso la custodia cautelare. La prime perquisizioni ad Aversa furono compiute dai carabinieri del Ros nel gennaio 2004, setacciarono alcune abitazioni nella zona di Piazza Mercato, la seconda volta, il 15 novembre, la scena di è ripetuta nella zona del Borgo. Il Gruppo Salafita per la predicazione e il combattimento è di matrice algerina, e viene ritenuto vicino ad Al Quaeda. Una decisione quella dei giudici del Palazzaccio, che è arrivata proprio quando i carabinieri, a Salerno, stavano arrestando altri tre presunti affiliati a questo gruppo. Secondo gli inquirenti, il ruolo degli indagati sarebbe stato quello di favorire il proselitismo tra i nuovi immigrati, raccogliendo tra di loro anche sostegno finanziario per comperare armi e attuare il programma terroristico. Gli arrestati di ieri si sarebbero anche attivati per avere documenti di identità e permessi di soggiorno falsi, oltre che raccogliere denaro per l’attività di proselitismo. Non a caso l’ultimo blitz dei Ros ha riguardato anche un pullman che dalla Campania andava a Marsiglia per trasportare immigrati, che da lì si imbarcano per l’Algeria, e tra di loro si mimetizzavano anche i presunti corrieri.
s.p.