Aversa troppo spesso dimentica di essere la prima contea normanna, ed i suoi amministratori,

ma anche la sua classe intellettuale ed imprenditoriale, poco o nulla fa per creare delle iniziative relative a questa grande peculiarità che portino turisti in città, altrove invece intorno a questo tipo di iniziative si riescono ad ottenere appoggi anche dalle banche. Al Teatro Verdi di Salerno sta per andare in scena dopo ben 134 anni, “I Normanni a Salerno”, opera lirica in quattro atti del musicista Temistocle Marzano. Quest’opera, che non è stata mai più rappresentata dall’11 giugno 1872 per la sua complessità e per i costi, sarà nuovamente in scena sabato 7 gennaio alle ore 21 ed in replica l’8 gennaio alle ore 18. Ospite d’onore della prima sarà il parlamentare Antonio Marzano, pronipote del compositore Temistocle. Quattro atti, tre ore di musica, cinquanta musicisti per l’orchestra, oltre quaranta coristi, oltre cinquanta tra ballerini e figuranti, circa centocinquanta tra attori, musicisti e comparse, sono questi in sintesi i numeri che servono a far capire cos’è quest’opera prodotta da Eugenio Paolantonio e diretta dal maestro Giovanni Battista Bergamo. A vestire i panni di Guaimario, principe di Salerno, sarà il basso di San Pietroburgo, Ilia Popov; il tenore Gianni Mongiardino interpreterà il condottiero Ainulfo; il baritono Sergio Bologna sarà il duca Guglielmo braccio di ferro; Berta, la confidente di Bianca, sarà impersonata dal mezzo soprano Ekaterina Metlova; il tenore Massimo Ferri, sarà Uberto, primo scudiero di Guaimaro ed Agar, confidente di Ainulfo. Il coro Patanero di Alessandria sarò diretto dal maestro Gian Marco Bosio. La vicenda è ambientata nell’XI secolo, quando i Normanni, capeggiati da Guglielmo Braccio di Ferro, figlio di Tancredi d’Altavilla, vennero in aiuto alla città di Salerno per respingere l’attacco dei saraceni. La storia ricorda la resistenza della popolazione salernitana e l’infelice amore di Bianca, figlia del re Guaimaro e promessa a Guglielmo, per Ainulfo, traditore del proprio popolo e della propria fede. Questi, infatti, informato delle nozze dell’amata con Guglielmo, si introduce nel palazzo per portarla con sé ma, avendo fallito, torna sotto mentite spoglie minacciando di uccidere il re Guaimaro. Scoperto e fatto prigioniero, Ainulfo si uccide per non cadere nelle mani del popolo che vorrebbe linciarlo. L’amor patrio di Bianca trionfa sulla passione che unisce i due giovani, e il finale tragico riscatta Ainulfo del suo tradimento. L’evento è patrocinato da Regione Campania, Provincia e Comune di Salerno, Fondazione Sichelgaita, Ente Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, Ente Provinciale per il Turismo, Salerno Energia S.p.a., Provincia e Comune di Cosenza, Istituto Scolastico Regionale della Calabria, Liceo linguistico “Lucrezio della Valle” di Cosenza e San Paolo Banco di Napoli S.p.a.