Dopo che nei giorni scorsi i rappresentanti dei Comitati promotori delle Nuove Province, tra cui anche quella di Aversa, si sono riuniti a Roma lanciando un ultimatum al governo, minacciando di mobilitare le popolazioni interessate al non voto, se il Parlamento in questo scorcio di legislatura non approva una risoluzione che impegni il prossimo governo a creare le nuove Province
(e va ricordato che per quella di Aversa, si sono espressi i consigli comunali del territorio ed il Consiglio regionale), ci saremmo aspettati una reazione seria dai politicanti del nostro territorio, ma nemmeno questa volta hanno avuto un sussulto d’orgoglio, tutti hanno zittito, sono ligi alla sottomissione verso le federazioni casertane di quei partiti che rappresentano aggregazioni che non rappresentano Aversa, quelli che ne fanno parte dicono di essere aversani e si fregiano di essere casertani. Il Coordinamento delle Nuove Province, in una missiva indirizzata al Presidente del Consiglio Berlusconi, al Ministro degli Interni Pisanu, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta e al Sottosegretario all’Inrterno D’Ali, scrivono testualmente: “se entro il termine dell’attuale legislatura, non sarà esaurito l’esame dei DDL istitutivi delle province (…) in sede di Commissione Affari Costituzionali del Senato, si provvederà all’immediata proclamazione dello stato di mobilitazione generale di tutti i territori interessati, con azioni ed iniziative che si protrarranno per l’intera durata della imminente campagna elettorale, aventi la finalità di denunciare pubblicamente l’inadempienza del Governo, del Parlamento e della Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito al tema della istituzione delle nuove province, e di contestare in tal modo l’incapacità politica di dare risposte concrete alle legittime aspirazioni delle popolazioni interessate”. Le province negate, oltre a quella di Aversa, sono quelle della Sibartide – Pollino, Bassano del Grappa, Avezzano, Sulmona, Venezia Orientale, Melfi e Nola (quest’ultima però ha avuto il parere negativo, non vincolante, della Regione Campania). Sulla presa di posizione c’è stata la censura totale della stampa Campana, il Corriere di Aversa e Giugliano è stato l’unico giornale a parlarne, segno che c’è l’ordine di scuderia tra i politicanti e direttori dei giornali di tacere, noi di fronte a questi che vogliono Aversa e l’aversano sottomessi alla cittadina di Caserta ci poniamo quale voce alternativa che si batte per il riscatto di Aversa e del suo hinterland, e ci rivolgiamo ai nostri conterranei nel mondo affinchè facciano sentire il loro disappunto a tutte le autorità italiane che si recano all’estero a chiedergli il voto per le prossime elezioni. Il Corriere di Aversa e Giugliano, pubblica in anteprima gli ultimi atti del Comitato delle Nuove province e dei Sindaci delle città interessate. Ad onor del vero va però detto che il Sindaco di Aversa, rispetto a molti altri si è esposto di più, lo si può capire dagli atti che leggerete. Salvatore Pizzo
COORDINAMENTO NAZIONALE NUOVE PROVINCE PROCLAMAZIONE STATO DI MOBILITAZIONE TERRITORIALE 25 GENNAIO 2006 (ROMA)
Cortese attenzione:
On. Silvio Berlusconi Presdiente del Consiglio dei Ministri
On. Beppe Pisanu Ministro dell’Interno
Per conoscenza:
Dott. Gianni Letta Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Sen. Antonio D’Alì Sottosegretario per l’Interno
Premesso che
a) a seguito dell’esame preliminare condotto dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, fra tutti i disegni di legge istitutivi di nuove province all’attenzione della Commissione stessa, sono risultati in possesso dei previsti requisiti di legge, di cui all’articolo 21 del “Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali” e all’articolo 133 della Costituzione Italiana, unicamente quelli i DDL S. 30/978 (Sibaritide-Pollino); S. 372 (Bassano del Grappa), S. 707/1362 (Avezzano), S. 426/1691 (Sulmona), S. 764/1069 (Venezia Orientale), S. 394 (Aversa), 2533 (Melfi) ed S. 1456 (Nola)*, così come da resoconto della seduta n° 405, del 19 maggio 2004, della Commissione Affari Costituzionali del Senato;
Nota*: Per il DDL S.1546 (Nola) è intervenuto in data successiva il parere negativo della Regione Campania.
b) in data 15 giugno 2005 il Sottosegretario di Stato per l’Interno Sen. Antonio D’Alì provvede ad illustrare, in Commissione Affari Costituzionali del Senato (524a seduta), la Relazione Tecnica Governativa (redatta ai sensi dell’art. 11 ter della legge n. 468/1978 e successive modifiche) relativa agli oneri finanziari associati ai DDL istitutivi delle nuove province;
c) in data 29 settembre 2005, la Commissione Affari Costituzionali del Senato (550a seduta) dichiara conclusa la fase di discussione generale dei DDL istitutivi delle nuove province, nonché quella relativa alla discussione degli associati emendamenti.
Considerato che
d) nonostante i numerosi e ripetuti impegni da parte delle più alte rappresentanze parlamentari e di Governo, l’iter legislativo dei DDL istitutivi delle province risulta ancora in attesa del previsto parere in sede referente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, dopo sette mesi dalla trasmissione della Relazione Tecnica governativa predisposta a cura del Ministero degli Interni.
I COMITATI TERRITORIALI ADERENTI AL COORDINAMENTO NAZIONALE NUOVE PROVINCE
Stabiliscono che
e) se entro il termine dell’attuale legislatura, non sarà esaurito l’esame dei DDL istitutivi delle province di cui al punto a) in sede di Commissione Affari Costituzionali del Senato, si provvederà all’immediata proclamazione dello stato di mobilitazione generale di tutti i territori interessati, con azioni ed iniziative che si protrarranno per l’intera durata della imminente campagna elettorale, aventi la finalità di denunciare pubblicamente l’inadempienza del Governo, del Parlamento e della Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito al tema della istituzione delle nuove province, e di contestare in tal modo l’incapacità politica di dare risposte concrete alle legittime aspirazioni delle popolazioni interessate.
COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACI NUOVE PROVINCE ROMA (25 GENNAIO 2006)
Cortese attenzione:
On. Silvio Berlusconi Presdiente del Consiglio dei Ministri
Per conoscenza:
Dott. Gianni Letta Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Premesso che
a) a seguito dell’esame preliminare condotto dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, fra tutti i disegni di legge istitutivi di nuove province all’attenzione della Commissione stessa, sono risultati in possesso dei previsti requisiti di legge, di cui all’articolo 21 del “Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali” e all’articolo 133 della Costituzione Italiana, unicamente quelli i DDL S. 30/978 (Sibaritide-Pollino); S. 372 (Bassano del Grappa), S. 707/1362 (Avezzano), S. 426/1691 (Sulmona), S. 764/1069 (Venezia Orientale), S. 394 (Aversa), 2533 (Melfi) ed S. 1456 (Nola)*, così come da resoconto della seduta n° 405, del 19 maggio 2004, della Commissione Affari Costituzionali del Senato;
Nota*: Per il DDL S.1546 (Nola) è intervenuto in data successiva il parere negativo della Regione Campania.
b) in data 15 giugno 2005 il Sottosegretario di Stato per l’Interno Sen. Antonio D’Alì provvede ad illustrare, in Commissione Affari Costituzionali del Senato (524a seduta), la Relazione Tecnica Governativa (redatta ai sensi dell’art. 11 ter della legge n. 468/1978 e successive modifiche) relativa agli oneri finanziari associati ai DDL istitutivi delle nuove province;
c) in data 29 settembre 2005, la Commissione Affari Costituzionali del Senato (550a seduta) dichiara conclusa la fase di discussione generale dei DDL istitutivi delle nuove province, nonché quella relativa alla discussione degli associati emendamenti. Considerato che
d) Nonostante i numerosi e ripetuti impegni da parte delle più alte rappresentanze parlamentari e di Governo, l’iter legislativo dei DDL istitutivi delle province risulta ancora in attesa del previsto parere in sede referente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, dopo sette mesi dalla trasmissione della Relazione Tecnica governativa predisposta a cura del Ministero degli Interni. I SOTTOSCRITTI SINDACI Si riservano di
e) intraprendere ogni più appropriata iniziativa ed azione nel corso della prossima campagna elettorale per le elezioni politiche nazionali per manifestare il proprio disappunto per l’inadempienza del Governo, del Parlamento e della Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito al tema della istituzione delle nuove province, al fine di contestare in tal modo l’incapacità politica di dare risposte concrete alle legittime aspirazioni delle popolazioni interessate.
COORDINAMENTO NAZIONALE NUOVE PROVINCE AUDIZIONE COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO 25 GENNAIO 2006 (ROMA)
Premesso che
a) a seguito dell’esame preliminare condotto dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, fra tutti i disegni di legge istitutivi di nuove province all’attenzione della Commissione stessa, sono risultati in possesso dei previsti requisiti di legge, di cui all’articolo 21 del “Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali” e all’articolo 133 della Costituzione Italiana, unicamente quelli i DDL S. 30/978 (Sibaritide-Pollino); S. 372 (Bassano del Grappa), S. 707/1362 (Avezzano), S. 426/1691 (Sulmona), S. 764/1069 (Venezia Orientale), S. 394 (Aversa), 2533 (Melfi) ed S. 1456 (Nola)*, così come da resoconto della seduta n° 405, del 19 maggio 2004, della Commissione Affari Costituzionali del Senato;
Nota*: Per il DDL S.1546 (Nola) è intervenuto in data successiva il parere negativo della Regione Campania.
b) in data 15 giugno 2005 il Sottosegretario di Stato per l’Interno Sen. Antonio D’Alì provvede ad illustrare, in Commissione Affari Costituzionali del Senato (524a seduta), la Relazione Tecnica Governativa (redatta ai sensi dell’art. 11 ter della legge n. 468/1978 e successive modifiche) relativa agli oneri finanziari associati ai DDL istitutivi delle nuove province;
c) in data 29 settembre 2005, la Commissione Affari Costituzionali del Senato (550a seduta) dichiara conclusa la fase di discussione generale dei DDL istitutivi delle nuove province, nonché quella relativa alla discussione degli associati emendamenti. Tenuto conto che
d) i termini previsti dall’art. 39 comma 1 del Regolamento del Senato sono trascorsi senza che la Commissione Bilancio del Senato abbia formulato il richiesto parere consultivo sui DDL istitutivi delle nuove province di cui al punto a);
e) non sussistendo più i tempi tecnici per il completamento dell’esame in entrambi i rami del Parlamento dei DDL di interesse, l’obbiettivo per essi è limitato all’ottenimento del parere positivo della Commissione Affari Costituzionali del Senato allo scopo di non disperdere il lavoro parlamentare svolto negli ultimi quattro anni e consentire la ripresa del loro esame nella prossima legislatura acquisendo i risultati raggiunti nell’attuale;
f) la volontà del Governo di procedere alla conclusione dell’esame dei DDL istitutivi delle nuove province è stata ripetutamente affermata sia nel corso di incontri ufficiali a Palazzo Chigi fra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dott. Gianni Letta ed i rappresentanti istituzionali dei territori interessati, sia con l’accoglimento di precisi Ordini del Giorno in sede di lavori dell’Assemblea del Senato. Chiedono Alla Commissione Affari Costituzionali del Senato
g) di procedere tempestivamente alla formulazione del parere in sede referente sui DDL istitutivi delle nuove province di cui al punto a) anche in assenza del parere della Commissione Bilancio del Senato, al fine di consentirne la successiva calendarizzazione direttamente in Aula, con riserva di dare mandato al relatore designato di recepire eventuali osservazioni che la Commissione Bilancio del Senato dovesse eventualmente esprimere. o, in subordine
h) di adottare una risoluzione, secondo le disposizioni dell’art. 50 del Regolamento del Senato, con cui si dichiari esaurito l’esame in sede di Commissione Affari Costituzionali del Senato dei DDL istitutivi delle nuove province di cui al punto a), al fine di consentire nella prossima legislatura l’adozione per tali DDL delle semplificazioni procedurali previste al comma 5 art. 81 del Regolamento del Senato.