Strano destino quello dei malcapitati passeggeri del locale 7970 Caserta-Napoli di mercoledì. Alle 16.17 alla stazione di Aversa salgono a bordo una trentina di ragazzi tra i 15 e i 17 anni: tutti pensano, forse, al lieto ritorno da una gita fuori porta, perché il carnevale sembra oramai quasi apparentemente passato.
In verità sul treno si scoprono muniti di bombolette spray e arnesi vari, ma cosa ancora più particolare è che non sembrano avere buone intenzioni e dare vita facile agli abituali passeggeri del locale, che stanchi dopo una giornata di lavoro vogliono far ritorno a casa. I ragazzi hanno solo intenzione di divertirsi perché è carnevale, dicono. Dopo tanto baccano, grida e rumori vari scendono in massa alla stazione di Frattamaggiore – Grumo Nevano.
Lapparente scolaresca si mostra, invece, ben altro: scendendo dal treno, gettano sui binari i sedili divelti e scagliano con violenza le bombole antincendio, che sono sul treno, contro i finestrini. I risultati sono: vetro dappertutto, carrozze completamente sfasciate e imbrattate con bombolette spray di ogni sorta di colore. La paura è tanta tra i fruitori del locale, anche perché i ragazzi, mentre scappano, lanciano dei fumogeni contro il treno. Si pensa al peggio e per poco si è sfiorata la tragedia: i ragazzi, scappando attraverso i binari, hanno scampato per poco un pendolino, che a tutta velocità proveniva dal senso opposto di marcia. Alla stazione di Frattamaggiore-Grumo non vi è un comando di polizia ferroviaria, cosi i bulli del locale si sono dileguati tra gli sguardi attoniti di tutti.
Il capotreno si è limitato a raccogliere dai binari i sedili barbaramente divelti, a raccogliere i pezzi di vetro rotti e dopo una mezzora di sosta dà il segnale di partenza.
Forse a tavola di sera questi stessi ragazzi si saranno mostrati figli-modello e avranno raccontato distrattamente di avere fatto una innocente gita fuori porta. Ma sta di fatto che sono figli di una società troppo fredda e disattenta, società che preferisce stare a guardare, anziché proporre concrete e valide alternative strutturanti.
Nicola Palumbo