La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto ed ottenuto larresto di cinque persone ed ha disposto il sequestro di numerosi terreni nel territorio di Villa Literno. Si tratta di uninchiesta relativa alle cosiddette ecomafie, condotta dai Pm Paolo Albano e Donato Ceglie.
Lo scenario ricostruito dai Carabinieri del Nucleo tutela ambientale è quello solito, in cambio di laute ricompense individui delle nostre zone, spesso legati alla Camorra, prelevano rifiuti tossici dalle aziende del nord Italia e li vengono ad interrare nel nostro territorio. Quelli che fanno questo si ritengono persone con gli attributi, credono che sia un modo facile per far soldi, in questo modo non solo provocano il pericolo di malattie per loro, i loro parenti e la popolazione tutta del comprensorio. Inquinano quei terreni che potrebbero far fioccare fiumi di soldi dalle nostre parti, produzioni agroalimentari deccellenza che altrove sarebbero delle miniere doro, ma far capire a certe menti quali siano le potenzialità delle nostre ricchezze enogastronomiche è pura teoria, i limiti di alcune menti sono quelli che sono. Sulla questione è da registrare un comunicato del Comune di Villa Literno, si legge: dopo ogni segnalazione dellArpac circa terreni contaminati da fanghi tossici, sono state emesse ordinanze di diffida ai proprietari dellarea e alla società che distribuiva il compost tossico, intimando la messa in sicurezza e sollecitando la bonifica dei terreni. Purtroppo le ordinanze sono state disattese- spiega il responsabile dellufficio Ecologia e Ambiente del Comune Mario Ucciero- e del resto il Comune non ha i mezzi tecnici né i fondi economici per sostituirsi a chi di dovere per la bonifica dei terreni. Antonio Ciliento, portavoce dellamministrazione comunale e del sindaco Enrico Fabozzi in materia ambientale, ha in particolare sottolineato che il Comune di Villa Literno si è sempre battuto contro la pratica dello spandimento del compost che, se non ben controllato, può rappresentare il male maggiore per le campagne e per i frutti della nostra terra. In tal senso- spiega Ciliento- sarebbe opportuno che anche i Comuni a noi vicini si impegnassero in questa lotta. Pertanto sollecitiamo le autorità inquirenti ad un maggiore controllo proprio per evitare che ditte operanti in altri Comuni finiscano poi per scaricare questi materiali sul nostro territorio. Ciliento si spinge anche ad una riflessione generale sulla lotta allinquinamento: mentre lopinione pubblica era distratta dal sito di ecoballe, che ha avuto un clamore spropositato rispetto ai reali pericoli che comporta per la salute, nessuno, tranne le forze dellordine, si era accorto che continuava lopera di spandimento di compost tossico sui nostri terreni. Il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana ha invece fatto sapere che si costituirà parte civile nel processo, una nota è giunta anche dal consigliere regionale Nicola Caputo, che ha invocato luso delle risorse economiche disponibili per bonificare i terreni. Salvatore Pizzo