Il Tribunale del Riesame di Bologna ha scarcerato Antonio Pellegrino, conosciuto alle cronache con il soprannome di “Tonino 29”. Si tratta di una delle cinque persone arrestate nei mesi scorsi su richiesta della Dda di Napoli, in relazione ad un presunto giro di estorsioni che il Clan dei Casalesi avrebbe messo in atto in provincia di Modena.

Gli arresti scattarono nell’ambito delle indagini che portarono alla cattura di Giuseppe Caterino detto “Peppinotto” boss dei Casalesi che fu arrestato in Calabria, secondo le accuse sarebbe lui il capo della ramificazione dell’organizzazione emigrata dalla Campania all’Emilia. Stando alle ricostruzioni investigative l’organizzazione si rivolgeva agli imprenditori edili campani che ricevono commesse nel modenese, e chiedevano il “regalo per i carcerati” versione campana di quello che in Sicilia chiamano “pizzo”. L’inchiesta parla di estorsioni per complessivi 100mila euro compiute principalmente a Sorbara, e per chi si ribellava il clan preliminarmente iniziava a danneggiare attrezzature e cantieri, e poi si andava anche oltre. Le indagini a carico di Pellegrino, oltre che di Nicola Nappa, Antonio Pagano, Raffaele Picazio e Vincenzo della Corte si sono potute svolgere, anche grazie a coloro che si erano ribellati: Angelo Pighetti, Primo Zanfi, Antonio Gallo e Vincenzo Diana. Gli indagati furono fermati a Bastiglia, Bomporto e Ravarino. Il provvedimento che riguarda Pellegrino è stato così commentato dagli avvocati Costantino Puocci e Sergio Cavaliere, i difensori che hanno ottenuto la scarcerazione: “è fumoso il ruolo affibiato all’indagato. Non è stato acclarato che il Pellegrino abbia avanzato richieste estorsive o se abbia assunto condotte di tipo camorristico”. Salvatore Pizzo