Il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella non smentisce né conferma una sua candidatura alla presidenza di quell’ente, la Provincia di Caserta, la cui potestà ci viene imposta in nome della legge a noi che casertani non siamo. Ciaramella si rimette alla decisioni del suo partito il Pdl, con il primo cittadino di Aversa abbiamo parlato non solo di quell’ente inutile, ma anche di numerosi aspetti che riguardano il capoluogo normanno.
Sindaco, cosa ha fatto la sua giunta in questi anni per fare in modo che Aversa abbia il ruolo che le compete a livello internazionale, nella nazione e nella regione?

Guardi, proprio in questi giorni, un’interessante partnershep con il FAI (Fondo per l’ambiente italiano) ha fatto sì che la due giorni fai di primavera finalizzata alla riscoperta di beni italiani aventi valenza storico architettonica si svolgesse ad Aversa. Ed è in atto il processo che porterà da qui a breve il Comune di Aversa ad essere il nuovo proprietario del Teatro Cimarosa. Cosa che capirà bene sarà fondamentale per la previsione di nuovi ed importanti eventi nazionali ed internazionali che diano lustro alla città. Il Ministro Bondi ha già dato ampie rassicurazioni circa l’interessamento dell’Arcus spa braccio operativo del ministero per il rilancio dei beni culturali e a riguardo stiamo lavorando al progetto da presentare a tale società per garantirci il suo contributo e supporto. Proprio Cimarosa è stato poi il “collante” del gemellaggio sancito nel corso del mio primo mandato con la città di San Pietroburgo. Altrettanto importante sarà la realizzazione prossimamente di un museo civico presso Palazzo Gaudioso. Come non citare, il programma Urban per il quale sono stato co-presidente nazionale. Grazie proprio al programma Urban abbiamo collaborato con delegazioni delle università di Parigi ‘Luigi XIII’ e ‘La Villette’, di Budapest e del centro internazionale di studi sul disegno urbano di Firenze. Ma l’Amministrazione da me guidata non ha fatto mai venire meno in questi anni il suo apporto ad iniziative di ampio respiro come il Festival di Cimarosa o il Premio per cantautrici Bianca D’Aponte. Sicuramente, però, dovremo fare di più e meglio. Ma tenga conto che un’Amministrazione seria deve tener conto delle emergenze che interessano la comunità che governa. Ed Aversa a riguardo presentava sin dall’inizio del mio primo mandato delle problematiche infrastrutturali gravi che nel corso del primo mandato ed in questo scorcio di secondo, abbiamo affrontato, ed, in diversi casi, risolvendole. Pensiamo alla redazione ed all’approvazione di un piano regolatore generale (oggi puc) atteso da oltre dieci anni e nella cui assenza tanti guasti sono stati perpetrati a danno della città. Appena mi sono insediato, nel 2002, è stato uno dei primi, se non il primo obiettivo raggiunto, con l’approvazione in consiglio comunale e l’adozione dello stesso. Pensiamo alla messa in sicurezza di edifici scolastici, all’apertura di nuove scuole, alla riqualificazione di varie strade e piazze cittadine. Pensiamo a tutti i passaggi che quest’Amministrazione ha dovuto curare per il raggiungimento di importanti traguardi come l’apertura a breve delle stazioni della metropolitana, come l’uscita dalla tragedia dell’emergenza rifiuti rispetto alla quale è ora pronto un bando che sancirà l’estensione a tutta la Città della raccolta differenziata. Insomma, priorità assolute che ci hanno fatto rallentare ma non fermare sul piano del rilancio culturale della città, obiettivo questo, però, che non abbiamo assolutamente dimenticato.
 

La Provincia di Caserta è un’entità disegnata sulla carta ma che non è congruente con la vera realtà, cosa ha fatto lei per rimarcare che Aversa non è casertana, anzi che Caserta è uno degli 8mila comuni italiani almeno quanto lo è Aversa?
 
Aversa è Aversa. Ha una sua storia e mi creda è molto più conosciuta ed apprezzata di quanto non si possa ritenere superficialmente. Non credo che la valorizzazione di Aversa debba passare attraverso un declassamento di altre Città o paesi. Aversa ha le sue peculiarità e risorse. A noi il compito il esaltarle per dar lustro all’immagine della Città, senza che questo avvenga a dispetto di chicchessia. Sicuramente attraverso il rilancio di Aversa passa il rilancio di un intero Agro, ma questa è altra storia.

 
 
Secondo lei la soppressione di quell’entità che è imposta in nome della legge, ma contro la reale volontà del popolo, non sarebbe un’evidente risparmio per le casse dello stato e la fine di un equivoco incomprensibile?
 
Se si riferisce all’Ente Provincia. Le rispondo che un Ente ha una sua funzionalità, una sua valenza soprattutto in virtù dei pregi o dei limiti di chi lo conduce. Sono gli uomini che fanno gli enti e non il contrario.

Perché la classe politica aversana non riesce a sprovincializzarsi, liberandosi da una certa goffaggine che contraddistingue certuni, arrivando a rendersi conto che opera in una realtà che ha il dovere di rivendicare un maggior peso nella nazione?

 
Io posso parlare solo per me e le ribadisco che del valore e dell’importanza della mia Città, che amo profondamente, sono pienamente consapevole. Il mio impegno per Aversa nasce anche da qui. Aversa ha già una sua importanza nel panorama nazionale e quest’importanza aumenterà, ne sono certo.
 
Sono tanti i nostri conterranei che vivono nel Nord Italia ed all’estero, molti di loro si distinguono nei campi in cui operano portando in alto il nome di Aversa, secondo lei possono vantarsi della classe dirigente aversana?
 
Se si riferisce all’Amministrazione da me guidata, le chiedo di posticipare il suo giudizio alla conclusione di questo mio secondo mandato che lascerà in dono alla Città importanti risultati e per alcuni di questi basterà attendere la fine di questa primavera.

L’unica banca aversana da poco è stata messa in liquidazione, questo che ricadute provoca secondo lei sull’economia locale?

Non conosco i motivi del commissariamento della Banca di Credito Cooperativo di Aversa da parte della Banca d’Italia. Di certo so, però, che è stata inglobata in un’altra banca locale e continuerà ad avere un suo sportello ad Aversa.

 
 
Aversa ha tanti quartini e poche infrastrutture, questo proliferare di case secondo lei non è un boomerang per gli stessi che le hanno fatte, occupare il suolo solo con le abitazioni toglie la possibilità alla città di attrarre investimenti: non ci sono infrastrutture e non si può realizzare altro. Non ritiene che avviare dei meccanismi che incentivino gli abbattimenti sia positivo: che senso ha avere delle case condannando un territorio alla povertà, in questo modo gli stessi quartini rischiano di non valere il prezzo pagato al momento dell’acquisto, come si affronta questo problema?
 
Purtroppo questo problema è ascrivibile ad altre responsabilità, precedenti ed estranee al sottoscritto ed alla sua Amministrazione. Oggi rispetto a immobili comunque all’epoca edificati nel rispetto formale di quelli che erano i regolamenti in vigore, capirà bene, c’è ben poco da fare, se non evitare di proseguire su quella china, cosa che ho fatto sin dall’inizio del mio primo mandato ottenendo l’approvazione del piano regolatore generale, oggi puc, dalla Regione Campania. In ogni caso in questi sette anni di Amministrazione abbiamo realizzato infrastrutture e servizi per la Città per rendere la stessa più vivibile.
 
 

Sindaco è vero che ella aspira a candidarsi alla presidenza di quell’entità denominata Provincia di Caserta, lei non dovrebbe battersi per distruggerla?

Sui giornali si è detto questo… come si è detto pure che Ciaramella sia in lizza per una candidatura al Consiglio Regionale cosa questa che mi lusingherebbe. Queste scelte però vengono fatte dal partito e dai suoi vertici. Ove mai il partito dovesse chiedermi ufficialmente una disponibilità in tal senso, cosa sinora non avvenuta, ne riparleremo. In riferimento alla parte finale della sua domanda le dico poi che sono abituato ad impegnarmi per costruire e non per distruggere. Ma a riguardo le pongo io una domanda: non crede che, eventualmente, e dico solo eventualmente, un aversano legato alla sua città alla guida della Provincia posa rappresentare un fattore aggiunto per il rilancio di Aversa e dell’Agro aversano?
 
 
Lei prossimamente sarà l’ex sindaco di Aversa, non pensa che dovrebbe aspirare ad un prestigio maggiore: il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, sarà candidato a Sindaco di Padova, il sottosegretario Brambilla sarà probabilmente promosso ministro, mentre di lei si parla indicandola come retrocesso in quel di Caserta, proprio lei, non le sembra offensivo?
 
Colgo la sua ironia… però mi permetto di obiettarle che seguendo questa logica lo stesso Sgarbi già parlamentare ed assessore al Comune di Milano non avrebbe dovuto accettare di candidarsi a sindaco di Salemi. La verità, invece, Pizzo è un’altra e cioè che l’attività politica ha una sua dignità a prescindere dal lignaggio vero o presunto degli incarichi e dei ruoli. Piuttosto è fondamentale che l’impegno del politico sia profuso nell’interesse della comunità che si ha comunque l’onore di rappresentare; sia essa il piccolo comune, il grande comune o enti come la Provincia.
 
Salvatore Pizzo