In piena estate, alla chetichella, è stata approvata la legge istitutiva della Scuola per l’Europa di Parma, un istituto che esiste già ma che adesso con il nuovo atto ha una sua autonomia giuridica. Fin qui sembra una bella notizia, se non fosse che per questa istituzione fino ad oggi sono arrivati in quel di Parma ben 21 milioni e 600mila euro, ed i politici della zona dicono che sono ancora pochi.
Si tratta di una scuola destinata ad una ricettività massima di circa 900 alunni, alla quale la nuova legge, approvata dal commissione pubblica istruzione del Senato in sede deliberante, conferisce anche la bellezza di mezzo milione di euro l’anno per il funzionamento. Risorse che tutte le altre scuole sognano, il bello è che ad esultare per questa nuova normativa non è solo la maggioranza, ma anche l’opposizione, le parlamentari parmensi Albertina Soliani e Carmen Motta (entrambi del Pd), sono arrivate a dire che «le risorse previste per la nuova sede e per la gestione della scuola sono ancora insufficienti”, anche se aggiungono – “ma è l’intero sistema scolastico italiano a soffrire per i tagli del Governo. Ben diverso – concludono – è l’investimento sull’istruzione degli altri Paesi europei e delle moderne democrazie in ogni parte del mondo». Insomma oltre 40miliardi delle vecchie lire sono pochi, un miliardo all’anno per funzionare pure, evidentemente vogliono che a Parma arrivino soldi a palate per questa scuola. Un fatto che grida vendetta, se si pensa ai tagli in atto che stanno subendo tutte le scuole italiane.
Salvatore Pizzo