Gli amministratori aversani, ma probabilmente anche qualche funzionario comunale, anche nelle piccole cose dimostrano che non sono abituati a prendere esempio da realtà che hanno standard di qualità decisamente migliori di quelli offerti dalla città normanna. Evidentemente le loro trasferte non vanno oltre la cittadina di Caserta, o chissà, forse praticano solo i paesi. Hanno messo le strisce blu in una zona residenziale senza prevedere permessi per la sosta delle auto ai residenti, cose che non succedono nemmeno nei più esclusivi e costosi luoghi di vacanza.
Oltre a questo si erano dimenticati anche degli stalli per la sosta per i disabili. Chi scrive abita nel centro di Parma, in uno stabile sprovvisto di garage, proprio come nel Parco Coppola, e bene quindi descrivere come si comporta il comune, dove non solo gli amministratori ma anche i funzionari hanno organizzato le cose con il criterio della ragionevolezza, che ad Aversa sembra avere altri parametri:
1) Il cittadino si reca al comune, consegna fotocopia del libretto del veicolo e fotocopia di un documento per dimostrare la residenza, viene fatto un rapido controllo informatico;
2) L’impiegato gli rilascia nel giro di cinque minuti un permesso, con validità annuale, che non è di carta, anche a Parma potrebbe esserci qualche furbo intenzionato a riprodurlo abusivamente, ma in carta plastificata con un numero di serie e con la targa del veicolo impressa sopra;
3) Gli addetti alla sosta quando passano ed hanno dei sospetti, chiamano in comune e controllano se quel permesso corrisponde a quella targa;
4) Il permesso vale per alcune vie, quelle vicine alla residenza, in quanto la città è divisa in zone di parcheggio, ci sono strisce blu ovunque. Chi esce fuori dalla sua zona paga;
5) Quando il permesso scade arriva a casa per posta;
6) Le famiglie che hanno più di un’auto pagano un abbonamento annuale per un costo irrisorio.
E’ difficile ciò?