Altri oggetti potrebbero essere stati venduti in Francia e Usa

Dopo un’indagine durata circa due anni, coordinata dalla Procura di Roma, i carabinieri della stazione Porta Cavalleggeri, nella capitale, in collaborazione con i militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, di sequestrare numerose opere d´arte risultate rubate. Tra esse anche alcune lastre in marmo policromo e sculture rubate nella chiesa di Santa Maria del Carmine, nella nostra città. C’è da scommettere che quando l’indagine sarà finita nessun politicante locale, né altri maggiorenti nostrani si preoccuperanno di recuperare le opere e riportarle a casa, così come è avvenuto per altri tesori che i ladri d’arte che agiscono su commissione hanno asportato dalla città normanna. Del resto molti uomini “di peso” della nostra zona non sanno nemmeno che cosa governano, sono seduti su una miniera d’oro e non la sanno far fruttare, anzi non sanno nemmeno il valore di quello che la città racchiude in se. Altre opere rintracciate dai carabinieri provengono dalla Chiesa di Gesù e Maria e dalla chiesa di San Giovanni Battista delle Monache a Napoli. Tra i beni recuperati anche un paliotto in marmo policromo con croce centrale asportato dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie di Napoli e due sculture in marmo bianco dalla chiesa di San Celso, a Pozzuoli. Dalle indagini è emerso, che altre opere d´arte non ancora trovate ma già individuate sono finite in Francia e negli Stati Uniti. All’estero sanno il valore delle nostre ricchezze e da noi lo si ignora, basta vedere come è ridotta la Chiesa del Carmine e ci si rende conto della barbarie. Sette le persone denunciate per riciclaggio, ricettazione aggravata e continuata. Si tratta di commercianti di origine campana, tra i 43 ed i 77 anni, residenti nel viterbese.

Di red