Il costruttore Giovanni Spezzaferri alla guida dell’Aversa Normanna prima annuncia l’addio, poi smorza i toni e sogna una cittadella dello sport. Intanto i proprietari delle terre dell’ultimo polmone verde della città sono tenuti all’oscuro di tutto, ma cosa sta succedendo?
Sport, imprenditoria edile e politica locale è un trinomio di interessi che sembrano molto diversi tra loro, ma che ad Aversa possono arrivare una stretta correlazione. Recentemente il presidente dell’Aversa Normanna, Giovanni Spezzaferri, al quale va il merito di aver portato il nostro calcio a livelli professionistici anche grazie all’efficienza del suo staff, ha esternato il suo rammarico per lo scarso attaccamento della città alla compagine calcistica annunciando di voler lasciare la guida della società, non mancando di accusare l’imprenditoria locale. Un cattivo umore che è mutato qualche giorno fa, quando il patron granata, che di mestiere è un affermato imprenditore edile, ha detto che non lascerà più il calcio e che sogna una cittadella dello sport in città. Un’idea positiva, che deve però andare a contemperare le reali esigenze e i bisogni della città, che per essere realizzata ha bisogno dei giusti appoggi dei politici locali e non. Certo per chi si occupa di edilizia sarà l’occasione per fare degli affari d’oro, ma l’unico spazio verde rimasto nel territorio della massacrata Aversa è la zona Capuccini. Manco a farlo apposta proprio in questi giorni abbiamo avuto la certezza che lo studio di un ingegnere, molto noto non solo nella città normanna, ma anche a Lusciano, le cui iniziali sono N.S., ha già redatto il progetto per la realizzazione di uno stadio in quell’area. Un complesso dalla capienza di 13mila posti, presupponendo che siano cosa già fatta anche per quanto concerne gli espropri dei terreni, senza considerare che quello è l’unico polmone verde che esiste ad Aversa e che quei coloni sono gli ultimi agricoltori della città capoluogo dell’Agro Aversano, quindi si tratta di un’area ad alta valenza sociale. Questione con la quale la politica dovrà fare i conti e che a qualche costruttore potrebbe provocare qualche inaspettata indigestione, dalle nostre parti molte cose si sono fatte con facilità. L’ingegner N.S. tempo addietro, quando con i suoi collaboratori stava realizzando il progetto, si è recato per conoscere alcune situazioni tecniche anche presso gli uffici del Coni a Roma. Visto che ufficialmente, per adesso, nessun ente gli ha commissionato il progetto, perché egli già si muove in tal senso, investendo risorse senza l’apparente sicurezza di realizzare l’affare? Quali appoggi politici e quali certezze ha per agire con una così evidente tranquillità? Intanto della zona Capuccini si discuterà proprio nel prossimo Consiglio Comunale, lunedì 29, quando il civico consesso voterà l’acquisizione ed il restauro dell’area dell’antico convento.
Salvatore Pizzo
Nella foto sopra Spezzaferri, sotto Ciaramella