La Cisl ha strappato un impegno al governo: nonostante il piano triennale di tagli che prevede oltre 132 mila posti in meno nella scuola italiana, per il prossimo settembre saranno immessi in ruolo 20mila precari storici che da anni lavorano a tempo determinato nella scuola italiana, assunzioni che in parte compenseranno gli spaventosi vuoti d’organico che affliggono il settore. Lo ha detto Francesco Scrima, segretario nazionale della Cisl scuola al quale è stata affidata l’apertura della festa nazionale della Confederazione guidata da Raffaele Bonanni, che quest’anno compie 60 anni.
Affidare un appuntamento di questo tipo al rappresentante della scuola è stato un messaggio chiaro che la Cisl ha voluto dare, infatti il sindacato ha precisato che ama trattare per portare a casa risultati e non protestare, scioperando, senza prospettive concrete. Scrima non ha lesinato commenti negativi contro le politiche del governo, precisando che la Cisl è indipendente dalle ideologie politiche, ha detto che i provvedimenti che in questi giorni sono stati adottati sono: iniqui, ingiusti e punitivi nei confronti di quanti lavorano nella scuola, specie in relazione al blocco degli scatti di anzianità. Il sindacalista dando ragione al governatore della Banca d’Italia, Draghi, ha detto bisogna colpire l’evasione e i grandi stipendi elargiti nel settore pubblico, ha citato come esempio la differenza tra il manager che guadagna 100mila euro l’anno, che con la manovra finanziaria del governo pagherà solo 500 euro in tre anni, e il docente della scuola elementare che nello stesso periodo pagherà circa 2600 euro, ma anche su questo la Cisl sta trattando. Il leader della Cisl scuola ha detto che è giusto che paghino anche: magistrati, prefetti ed ambasciatori, ma ha anche puntualizzato che a differenza di altri sindacati non farà mai delle manifestazioni per dare visibilità a quei “partiti politici che non hanno sedie in parlamento”.
Salvatore Pizzo