Secondo un’analisi svolta dalla Facoltà di agraria dell’Università Cattolica (sede distaccata di Piacenza), che ha esaminato il latte di un campione di neo-mamme di Giugliano, Milano e Piacenza, ci sarebbe un abbassamento medio dei livelli di diossina rispetto agli anni ’90 del 60% e una minor presenza di sostanze tossiche. I ricercatori della Cattolica hanno fatto sapere che: “Si tratta di un
dato che pone i livelli di contaminazione italiani tra i più bassi in Europa. Non deve allarmare: le diossine presenti nel latte materno sono naturalizzate nel corpo umano. Basti pensare che le misure ottenute analiticamente sono molto più piccole di una mezza goccia di acqua in una piscina olimpionica e sono molto inferiori ai limiti stabiliti dalla legge per i prodotti alimentari”. Inoltre fanno notare i ricercatori: “In generale i contaminanti persistenti sono legati al cibo che contiene grasso, come pesce o carne, e a prodotti di origine animale. Ciò non vuol dire che dobbiamo eliminare questi alimenti dalla nostra dieta, anzi il corpo va preparato per accogliere il bimbo” La ricerca scaturisce dalla tesi di dottorato della di Maria Malgorzata Ulaszewska, seguita dal professore di ecotossicologia e contaminanti chimici negli alimenti Ettore Capri, ed è stata eseguita con la collaborazione dell’Istituto “Mario Negri” di Milano e dell’Ambulatorio “Piccolo Daino” di Piacenza.

Di red