Occhio alle lampadine a baso consumo energetico potrebbero arrecare seri danni alla salute. E’ questo il risultato di uno studio condotto in Svizzera dagli Uffici Federali dell’Energia (UFEN) sulle lampadine a basso consumo che, per disposizione dell’Unione Europea, in nome del risparmio energetico, entro il 2012 devono sostituire quelle ad incandescenza oggi in uso che mette in chiara
evidenza che se non divorano molta energia producono campi elettromagnetici, di conseguenza potrebbero arrecare grossi danni alla salute. Applicando un nuovo metodo di misurazione dei campi elettromagnetici i ricercatori elvetici hanno determinato con precisione campi prodotti dalle lampade a risparmio energetico e i flussi di corrente elettrica indotti nel corpo umano. Testando undici lampadine, di marca diversa, messe poi a confronto con due lampade ad incandescenza e due con LED, è stato dimostrato inequivocabilmente che le lampade a risparmio energetico generano campi di bassa e media frequenza che possono interferire con il sistema nervoso e i muscoli. Per questo motivo, a titolo cautelativo, visto che non sono ancora noti gli effetti a lungo termine, dalle autorità svizzere viene raccomandata una distanza minima di 30 centimetri, soprattutto quando la lampada è accesa a lungo, per esempio sulla scrivania o sul comodino. Perché anche se le emissioni di tutte le lampade testate sono risultate nettamente inferiori ai valori massimi fissati dall’International Commission for Nonionizing Radiation Protection (ICNIRP), questi valori aumentano rapidamente, superando i limiti considerato di sicurezza, man mano che le distanze scendono sotto i 30 centimetri. Ma non solo i campi elettromagnetici sarebbero responsabili dei danni che produrrebbero le lampade a basso consumo, perché anche il loro contenuto in mercurio produrrebbe seri danni al sistema nervoso, tant’è che è stato bandito dei termometri. Cosicché insieme ai campi elettromagnetici sarebbe corresponsabile dell’insorgenza di tumori, oltre che di patologie quali mal di testa, scarsa concentrazione,squilibri ormonali, disturbi del sonno e nei soggetti predisposti, persino l’epilessia. Certo si potrebbe obiettare che il mercurio contenuto nella lampade a basso consumo ( così come quello dei termometri) produce danni solo se ingerito ma, considerando che la commissione dell’Unione Europea che ne ha disposto l’eliminazione ha dimenticato di ordinare che le lampade vengano smaltite come rifiuti speciali, un possibile smaltimento non corretto, porterà il loro mercurio nella catena alimentare, magari attraverso i pesci. Infine va segnalato che la ricerca ha dimostrato che le lampade a basso consumo emettono campi elettromagnetici che alla distanza di circa 1 metro possono favorire l’insorgenza di cancro. Come se non bastasse, essendo filtrata e innaturale la luce di queste lampade sfaserebbe la produzione di melatonina che regola il sonno andando ad intaccare l’equilibrio ormonale.
Codacons Aversa
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