Secondo gli inquirenti della Procura di Napoli all’interno della Direzione Investigativa Antimafia partenopea, sarebbe esistita una ‘centrale di spionaggio privata’ organizzata da alcuni agenti “infedeli”. Per questo sono indagate sette persone. Secondo le accuse svolgevano anche indagini a pagamento per conto di privati, elementi utili all’inchiesta sono stati trovati in 13 computer. Questa vicenda segue l’arresto il sostituto commissario Giuseppe Savarese, accusato di essersi introdotto nel sistema informatico della Dia per copiare alcuni file.
Si tratta di un risvolto dell’inchiesta Global Services, che portò all’arresto dell’imprenditore di Cesa Alfredo Romeo e di quattro amministratori napoletani, in Pm chiesero anche l’arresto, negato dalla Camera, dei deputati Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd).

Di red