Il boss Ferdinando Cesarano alias “Nanduccio e Ponte Persica”, pluriergastolano ed ex capo della camorra nella zona di Nola, è stato condannato a 10 mesi dal Tribunale di Parma. Il processo si è svolto in videoconferenza in un’aula appositamente attrezzata nel carcere emiliano, in quanto l’uomo adesso è detenuto nel carcere di Spoleto. Stando a quanto è emerso Cesarano in carcere passa il suo tempo facendo anche il cuoco per se e gli altri detenuti, e proprio la voglia di consegnare una bistecca con insalata ad un altro carcerato è alla base dell’ennesima condanna, un’inezia rispetto al suo curriculum. Il fatto è risale al 18 marzo del 2006, quando Cesarano era detenuto a Parma. Gli agenti gli aprirono la cella autorizzandolo a porgere il suo piatto ad un amico, ma lui non contento voleva porgere l’omaggio anche ad un altro, che però era in isolamento e quindi non poteva avere contatti. La polizia penitenziaria impedì l’omaggio e lui per ritorsione colpì un agente scagliandogli addosso il piatto con la bistecca. La sentenza è stata emessa dal giudice Gennaro Mastroberardino su richiesta del Pm Antonella de Stefano, Cesarano è stato difeso dall’avvocato Paolo Terbonati. Il boss fu arrestato nel giugno del 2000 dopo due anni di latitanza, era considerato l’erede di Carmine Alfieri. Ferdinando Cesarano è noto anche per una clamorosa evasione dall’aula bunker di Salerno, da dove con il boss Giuseppe Autorino, scappò attraverso un cunicolo scavato nella gabbia della blindatissima aula di udienza, ciò prima che iniziasse il processo. Per la strada trovarono alcune armi ed una moto posizionate da complici esterni, arrivati alla periferia di Salerno presero anche una vettura con a bordo un imprenditore di Aversa, che all’epoca raccontò a noi la sua esperienza. Cesarano, chiamato “Nanduccio Ponte Pertica” è in carcere a seguito delle rivelazioni del pentito Pasquale Galasso, ha avuto un ruolo pesante nella guerra di camorra che nel corso degli anni ’80 ha visto fronteggiarsi bardelliniani e cutoliani. Assolto per la strage di Torre Annunziata, è stato condannato per altri omicidi, durante la detenzione carcere si è anche laureato in sociologia.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo