L’ex Pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Raffaele Cantone, ora al massimario della Cassazione, ha tenuto una conferenza sul tema dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel nord Italia, organizzata dai Lions Club Ravenna Host e dal Comune della stessa città, che si è svolta nella sala Muratori della Biblioteca Classense. "Oggi la criminalità organizzata è quella in giacca e cravatta: medici, architetti, commercialisti formano i ranghi delle nuove famiglie – ha detto Cantone-. Non portano la pistola ma denaro e professionalità. In questo modo entrano e si accreditano nella società che conta delle grandi città del nord, come è accaduto a Parma con Pasquale Zagaria (il fratello del boss Michele, ndr) di cui nessuno si preoccupò nemmeno di verificare chi fosse attraverso un banale motore di ricerca del web. Gli ambiti presi maggiormente di mira sono il settore dell’edilizia, che consente ai clan di portare al Nord manodopera altamente qualificata nella carpenteria, i night club e le attività turistiche”. Il magistrato ha anche parlato delle imprese del nord investono al Sud: "Quando questo avviene, le ditte sanno già a chi rivolgersi. Infatti, ad esempio, i centri commerciali vengono insediati laddove esiste una realtà mafiosa forte in grado di offrire tutele sotto vari aspetti, così l’interazione con certi ambienti diventa un vantaggio perché riduce il rischio d’impresa. In altre parole i clan funzionano da "service" alle imprese. Per rompere questo meccanismo bisognerebbe rendere svantaggiosi questi comportamenti per le imprese con sanzioni pecuniarie e morali. Come, ad esempio ha già fatto Confindustria, stigmatizzando i comportamenti di chi paga il pizzo. Finchè gli imprenditori non si vergogneranno, questi fenomeni di collusione non si fermeranno". Già peccato che Confindustria recentemente ha chiuso la sua sede di Aversa. s.p