Ci risiamo, ancora una volta un docente è stato aggredito mentre stava esercitando le proprie funzioni, che come ha sancito la Corte di Cassazione sono “autoritative e certificative”. Questa volta le violenze contro il rappresentante dello Stato sarebbero state perpetrate addirittura da un appartenente all’Arma dei Carabinieri. Il fatto è avvenuto in provincia di Vicenza, a farne le spese un maestro “colpevole” di aver richiamato all’ordine un alunno disordinato.
Il docente ha lamentato di aver ricevuto alcuni ceffoni che gli hanno procurato la sospetta lesione di un timpano. Teatro del grave episodio è stata una scuola elementare di Cogollo del Cengio. La vittima, il maestro Moreno Zordan, 53 anni, è un insegnante con oltre 30 anni di servizio. La scuola, attraverso il dirigente, Mario Porto, si è già rivolta a un legale con l’intenzione di avviare le iniziative che il caso richiede a tutela dell’istituzione e del docente, che nell’esercizio delle sue funzioni, rivestendo qualifica di pubblico ufficiale, rappresenta lo Stato. Nessun politico per ora sembra abbia espresso solidarietà al docente, segno che in certi ambienti i docenti non sono visti come pezzi dello stato.

Salvatore Pizzo

Ecco cosa dice la legge

 

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Cassazione penale , sez. III, 11 febbraio 1992

 

"La qualità di pubblico ufficiale deve essere attribuita a tutti gli insegnanti di scuole statali, in quanto essi esercitano una funzione disciplinata da norme di diritto pubblico e caratterizzata dalla manifestazione della volontà della Pubblica Amministrazione e dal suo svolgersi attraverso atti autoritativi e certificativi. (…)”.

 

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Ai sensi dell’art. 337 Codice Penale: “Chiunque usa violenza o minaccia per opporsi ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio, mentre compie un atto di ufficio o di servizio, o a coloro che, richiesti, gli prestano assistenza, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”.

 

Procedibilità: d’ufficio. Arresto: facoltativo. Fermo: consentito