Sapevi che nelle scuole pubbliche italiane vengono assunti ogni anno a tempo determinato c.a. 40.000 docenti privi di abilitazione specifica all´insegnamento.

 
Spesso nominati su cattedre vacanti ed incarichi annuali, anche come insegnanti di sostegno, esattamente come i loro colleghi abilitati e di ruolo, essi bocciano e promuovono alunni, sono commissari d´esame, coordinatori di classe, firmano documenti ufficiali.
 
Sapevi che in Italia è dal 2007 che è impossibile abilitarsi e che per alcune classi di concorso mancano percorsi abilitanti ordinari da oltre dieci anni!
 
Chi può spendere però circa 10.000 € può agiatamente acquistarsi un’abilitazione all’estero (ma solo sulla carta perché i corsi sono in Italia), anche senza avere mai precedentemente insegnato.
 
Sapevi che a questi corsi, in alcuni casi della durata di poche settimane, si accede senza alcuna selezione e ci si abilita con una tesi anche solo di una decina di pagine?
 
 
 
 
Sapevi che la stessa direttiva europea che ha previsto il riconoscimento di questi titoli ha sancito l’equiparazione di un esperienza professionale di almeno tre anni a titolo abilitante?
 
Sapevi che in Italia esistono precari non abilitati anche con vent’anni e più di esperienza?
 
Stranamente si continua però a negare loro il riconoscimento di questo servizio in violazione di quella stessa direttiva europea. Sarà che il rispetto delle direttive europee nel "Bel paese" è soggetto al pagamento dei 10.000 €?
 
Sapevi che il titolo culturale più elevato conseguibile in Italia e in Europa è il Dottorato di Ricerca/Phd e che in qualsiasi Paese europeo con questo titolo, a maggior ragione se questo è associato ad una esperienza pluriennale nell’insegnamento scolastico, si accede direttamente ai ruoli, mentre in Italia si trattano i dottori di ricerca alla stregua di neo-laureati?
 
Alla faccia del merito! 
 
Sapevi che per ‘vincere’ l’accesso ad un dottorato bisogna superare un concorso pubblico per titoli ed esami (dimostrando di conoscere 1-2 lingue straniere), frequentare per tre anni, svolgere attività didattica a livello universitario, presentare una tesi con una ricerca originale e superare un esame finale davanti una commissione sorteggiata su base nazionale, prima di conseguire il titolo? 
 
Sapevi che per ottenere un contratto di ricerca (assegno di ricerca) un dottore di ricerca deve superare un altro concorso pubblico bandito dalle singole università ma su base nazionale? 
 
Sapevi che per proseguire per altri due anni l’attività di ricerca questi ricercatori a contratto devono superare un nuovo concorso sempre su base nazionale?
 
Sapevi che la frequenza di un qualsiasi corso abilitante (SISS, Cobas Lid ecc… ) era incompatibile con la frequentazione di una scuola di dottorato e con i contratti (assegni) di ricerca? Ma che i dottori di ricerca e dottorandi potevano a loro volta insegnare nelle SISS?
 
Sapevi che dopo anni di attività di ricerca e di didattica svolta a livello universitario, il Ministero, ai fini dell’insegnamento nelle scuole, considera quasi come pari a zero questi titoli e questa esperienza?
 
Sapevi che le modalità con cui abilitati e no maturano punteggio sono pressochè identiche, ma che ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato conta solo la presenza o meno dell’abilitazione anche se questa è stata conseguita "all’estero"?
 
Sapevi che l’acquisizione di un qualsiasi titolo abilitante comporta un punteggio aggiuntivo non inferiore a trenta punti?
 
Sapevi che nonostante questo vantaggio significativo sono tantissimi i precari non abilitati che si vedono scavalcati nell’accesso agli incarichi da colleghi abilitati in possesso di titoli, servizi e punteggi di merito anche di molto inferiori?
 
Chi può dimostrare di possedere il titolo abilitante passa infatti sempre e comunque davanti in graduatoria.
 
Infine, sapevi che ogni volta che un precario non abilitato si ritrova disoccupato perché un suo collega abilitato (anche se privo di esperienza) è stato chiamato in servizio al suo posto, lo Stato, cioè noi, paga/paghiamo una disoccupazione inutile, perché elargita per un posto di lavoro esistente. Quanti sanno delle ripercussioni di tutto questo sulla continuità didattica?
 
Prima di giudicare o di credere ciò che ci vogliono far credere, bisogna sapere…