Secondo il gip di Teramo, Giovanni Cirillo, Salvatore Parolisi potrebbe non essere l’esecutore materiale dell’omicidio ma un semplice complice. Il giudice che ha firmato l’ordinanza di arresto bis del marito di Melania Rea, la giovane donna assassinata il 18 aprile scorso a Ripe di Civitella nel Teramano, lo ha detto alla rivista Vanity Fair. Cirillo afferma che “gli indizi raccolti non ci permettono di affermare con certezza che Parolisi abbia materialmente ucciso la moglie:
si limitano a collocarlo a Ripe di Civitella quando è avvenuto il delitto. Potrebbe anche averla solo accompagnata dai suoi assassini”. Ha detto Cirillo: “Anche ammesso che sia colpevole non di omicidio, ma di concorso in omicidio, comunque l’arresto andava convalidato. Sia perche’ un uomo che porta la moglie dai suoi assassini deve stare in carcere e sia per impedirgli di continuare a inquinare e cercare di depistare le indagini. Melania è stata uccisa perché aveva scoperto un segreto inconfessabile, forse legato alla caserma dove Parolisi lavorava. In tutta l’indagine resta un margine di dubbio sul fatto che Parolisi abbia accompagnato la moglie nel boschetto e li’ sia intervenuta una persona che, pero’, non ha lasciato tracce di se’. Il che sposterebbe tutto su un piano di premeditazione e aprirebbe scenari inquietanti, se Parolisi stava rendendo conto a qualcuno di qualcosa che non sappiamo, se la moglie aveva scoperto qualcosa e lui e’ stato costretto a portarla li’. Ma noi non abbiamo elementi, al momento, per confermare questa pista”. Il giudice ha anche detto: “E’ assolutamente da escludere che una donna abbia preso parte all’aggressione. Al 90 per cento l’assassino è Parolisi, resta un 10 per cento perchè non c’è prova diretta di quello che è avvenuto. Ma l’unico Dna trovato è quello di Parolisi nella bocca di Melania”