Se n’è andato Mirko Tremaglia un “ragazzo di Salò” che rimarrà nella storia d’Italia, anche gli antifascisti dovranno riconoscergli che è suo il merito di aver contribuito a rendere ancor più vasto il corpo elettorale che elegge i nostri rappresentanti al Parlamento, è stato il padre della legge che ha dato il diritto di voto agli italiani all’estero. Tremaglia ha un passato anche “aversano” fu detenuto nel campo di prigionia che si trovava a Carinaro (all’epoca accorpata al comune di Aversa), in un’intervista al Giornale disse:
«A Coltano. Fu durissimo. Una volta ci trasferirono da Aversa a Pisa. Ci lasciarono tre giorni in un vagone di un treno, senza cibo, con l’acqua nei bidoni della benzina, imbevibile, con condizioni igieniche spaventose. Ricordi tremendi». Ma quest’altra affermazione rappresenta ancor di più la tragedia dell’Italia di quegli anni: “Quando ero nel campo di concentramento di Aversa mi faceva impressione vedere le ragazze che andavano con i neri”. Una frase da non dimenticare, che racchiude in poche parole il dramma di un popolo costretto ad una guerra. La fame della gente era tanta che le donne erano purtroppo costrette a vendersi ai nuovi occupanti che avevano sostituito i tedeschi. Tremaglia lo ricordò in un’intervista a Claudio Sabelli Fioretti per il Corriere della Sera Magazine del 20 ottobre del ’06.