“Per quanto riguarda l’abolizione dell’albo dei pubblicisti, da giornalista professionista lo trovo un intervento manifesto perché va a colpire un albo che è già una sorta di anomalia rispetto all’Ordine e non intacca minimamente le regole durissime di accesso alla categoria che invece sono quelle che si potrebbero liberalizzare”. Così Marcello De Angelis, direttore del quotidiano Il Secolo d’Italia e
deputato del Popolo delle Libertà, ha commentato con l’agenzia AgenParl l’eventualità dell’abolizione dell’albo dei giornalisti pubblicisti. “Se uno volesse veramente liberalizzare – prosegue il direttore del Secolo – andrebbe sciolto l’albo dei professionisti, non quello dei pubblicisti. Paradossalmente, dovremmo essere tutti equiparati ai pubblicisti piuttosto che il contrario. E’ la linea sindacale di preservare quelli che hanno già i diritti acquisiti e di impedire a coloro che li vorrebbero acquisire di acquisirli. In Francia, una situazione lavorativa che conosco, non esiste l’Ordine dei giornalisti, esiste la Carte de Presse che è legata ad un contratto con una qualsiasi testata giornalistica. Nel momento in cui si ha un contratto si ha un equivalente tesserino con tutto ciò che ne consegue pro tempore”.
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I Giornalisti pubblicisti devono esistere
Sono 15 le testate che hanno aderito a questa iniziativa lanciata su Facebook dal Corriere di Aversa e Giugliano.it: “L’Informatore sannita”, OggiBologna, Ecoinchiesta, Onda Libera Magazine, Agora Web Tv, Videotaro, Bari Live.it., Il Discorso, il Mondo di Suk, Bloq Magazine, Emmegi Press, L’Altra Voce, Civita News e Teleclub Italia.
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