Tina Palomba, Carlo Pascarella, Marilena Natale, Rosaria Capacchione: sono nomi che forse a tanti non dicono niente, sono solo alcuni dei cronisti che hanno subito minacce e ritorsioni dalla Camorra per il solo fatto di aver raccontato la realtà. L’elenco in tutta Italia è purtroppo più lungo. Alla Palomba hanno incendiato l’auto e l’hanno minacciata pubblicamente, la Natale addirittura ha fatto in

modo che un parente dell’esponente del Clan dei Casalesi che l’ha minacciata, Vincenzo Armando Caterino, fosse condannato a 3 anni e 4 mesi grazie alla sua denuncia. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’uomo si avvicinò e le disse: “Io so chi sei e dove abiti, vattene da qui”, la donna stava seguendo le fasi dell’arresto del boss Nicola Panaro. Carlo Pascarella, è il giornalista che fu telefonato simultaneamente dai boss Michele Zagaria e Antonio Iovine, quando erano latitanti lo invitarono a scrivere “le serietà”, ma per quanto riguarda lui a subire gli attentati è stata la sorella, gli hanno incendiato un veicolo. Rosaria Capacchione, vive sotto scorta fu minacciata da un avvocato dei boss che a sua volta è stato arrestato. Pascarella, Palomba e Natale, lavorano per quei giornali che lo scrittore Saviano in una trasmissione televisiva accostò alla cultura camorrista, (lui che nel prodotto commerciale edito dalla casa editrice di Berlusconi, ha raccontato cose che quelli scrivono dettagliatamente e quotidianamente da prima che egli nascesse). Saviano non ha mai chiesto scusa. Oggi al lungo elenco si aggiunge anche un giornalista di Modena: Giovanni Tizian, giornalista e autore del libro “Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”, sotto scorta per minacce mafiose riconducibili al suo lavoro. Racconta dell’ascesa della mafie al Nord, compresi i Casalesi.

Salvatore Pizzo