sesso_punto_gUn team di scienziati americani, dopo aver analizzato ben 100 studi pubblicati negli ultimi 60 anni è giunto alla conclusione che il punto G non esiste. Il punto del piacere nell’organo sessuale femminile, dalla cui stimolazione dipenderebbe l’estasi della donna, è solamente immaginario. Eppure nel 1950 il primo a descriverlo è stato il ginecologo tedesco Ernst Grafenberg, nel 2008, in uno studio di

ecografia transvaginale pubblicato sul ‘Journal of Sexual Medicine’, è stata addirittura pubblicata la foto dell’agognato ‘bottone del piacere’. Nel 2010, però, in una delle più ampie ricerche in materia con 1.800 donne coinvolte, gli scienziati del King’s College di Londra hanno decretato l’assenza di evidenze scientifiche che autorizzassero a credere al punto G. Successivamente Amichai Kilchevsky e i suoi colleghi dello Yale-New Haven Hospital in Connecticut hanno deciso di rileggere tutti gli studi sul punto G, pubblicati in letteratura scientifica. La conclusione, pubblicata ancora sul ‘Journal of Sexual Medicine’, è questa: “Misure investigative obiettive non sono riuscite a produrre un’evidenza forte e consistente dell’esistenza di una regione anatomica correlabile al famoso punto G”.


Di red