(Occhio su Parma) Siamo abituati a vedere e a sentire notizie di mal governo della cosa pubblica, ma, nel momento in cui ci tocca da vicino, riusciamo a porvi attenzione per il tempo che occupa le prime pagine dei giornali: quando diventa un trafiletto nascosto colpisce l’occhio di pochi. Si arriva poi alla resa dei conti: la giunta si sgretola, l’opposizione scende in piazza, l’immagine del partito si incrina e il sindaco si dimette.

Arriva il commissario -sospiro di sollievo- si può sperare in un po’ di chiarezza sui buchi neri economici della dimissionaria amministrazione. Tagli, tagli e ancora tagli…

Si potano i rami secchi delle partecipate, si evita di rinnovare contratti in scadenza a qualche dipendente comunale e si alleggerisce la spesa della P. A. Poi si aumentano le tasse, il più possibile. Fortunatamente i servizi alla persona e le scuole non vengono penalizzati: erano già stati tagliati e/o privatizzati prima, se si fosse continuato si sarebbe eliminato lo stato sociale.

Si riescono anche a pagare un po’ di creditori e a terminare almeno parzialmente le “grandi opere” di questa immensa città cantiere. La lotta all’evasione diventa una buona fonte d’entrate: non c’è dubbio il senso civico deve essere “incentivato”.

Peccato per la cultura: lo spartito prevede un ppp (pianississimo) per mancanza di voci (di bilancio): e pensare che Verdi, il cigno di Busseto, era un amministratore oculato e intransigente.

Tra un mese, con le elezioni comunali (le provinciali si faranno? decide Bernazzoli), i cittadini decideranno se trovare un sindaco navigato, con rotte obsolete ed in linea con la migliore tradizione di governo affaristico o un sindaco nuovo che nella sobrietà e nel buonsenso si presti a condividere la cosa pubblica con la città, che pensi alla salvaguardia della salute e dell’ambiente: elementi indispensabili per il nostro benessere.

Chiaramente ci rispecchiamo nel secondo profilo indicato; la trasparenza è la nostra parola d’ordine e deve diventare indissolubile con chi amministra ciò che è di tutti (cittadini e non, votanti e non, residenti e non, italiani e non, anziani, bambini, disabili). Si passa alla “democrazia dal basso” recependo e condividendo con la gente che vive quotidianamente la città idee e proposte: non è semplice slogan il programma elettorale è aperto e chiunque può proporre o segnalare problematiche durante gli incontri nei quartieri, ai nostri banchetti e soprattutto sul nostro sito www.parma5stelle.it. Gli ingredienti sono semplici e sono questi ad averci amalgamato perché noi cittadini potessimo andare alla riscossa: chi vi propone le stesse idee solo ora, in campagna elettorale, “puzza” un po’ di “sepolcro imbiancato”.

Non ci sarà spumante per la vittoria, ma integratori salini perché la salita è appena incominciata… non corriamo per una poltrona…

Federico Pizzarotti

Candidato Sindaco

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Occhio su Parma

Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati


Di red