La seconda sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, collegio B (presidente Luigi Picardi, a latere i giudici Valentina Giovaniello e Nicola Paone), hanno emesso 47 condanne a carico di altrettanti affiliati, e presunti tali, del Clan dei Casalesi. Le richieste sono state avanzate dai Pm Francesco Curcio e Giovanni Conzo.
Nicola Panaro e Augusto Bianco hanno avuto 30 anni, 28 anni per Gaetano Buonpane, capozona di Frignano, 14 anni Andrea Autiero “‘O’ Scusuto”, di Gricignano d’Aversa; 11 anni a Luigi Autiero; 12 anni a Romeo Aversano Stabile, riferimento dei Casalesi a Capua; 14 anni ad Alfonso Cacciapuoti, capozona di Grazzanise; 11 anni a Nicola Caterino, boss di Cesa; 12 anni a Rodolfo Corvino; 10 anni ad Antonio Corvino; 11 anni e 10 mesi a Vincenzo Carobene; 10 anni a Raffaele Della Volpe; 13 anni a Luigi De Vito “O’ Sciucco”; 12 anni e 4 mesi a Giancarlo Di Sarno; 9 anni e 6 mesi al capozona di Parete Domenico Feliciello; 10 anni a Luciano Esposito; 9 anni a Vincenzo Cantiello; 9 anni ad Amedeo Fabozzo; 11 anni a Benito Lanza; 11 anni per Raffaele Letizia; 11 anni a Raffaele Ligato; 9 anni a Carmine Noviello; 12 anni a Giuseppe Papa, capozona di Sparanise; 14 anni a Bruno Salzillo, 13 anni a Ferdinando Schiavo; 10 anni a Pasquale Spierto; 15 anni a Nicola Zara; 9 anni a Tommaso Zara; 7 anni a Mario Schiavone; 5 anni a Giuseppe Russo e a Mario Santoro; 3 anni a Giorgio Marano, capozona di San Marcellino; 5 anni a Pasquale Leccia; 3 anni a Luigi Della Volpe; 5 anni a Egidio Coppola, referente di Castelvolturno; 5 anni a Francesco Compagnone; 5 anni ad Antonio Basco; 3 anni a Pasquale Apicella; 3 anni a Massimo Pannullo; 6 mesi a Luigi Diana; 1 anno a Dario De Simone. La pena per altri imputati di spicco è stata assorbita in continuazione con la sentenza all’ergastolo comminata nel processo Spartacus 1 per Francesco Schiavone “Sandokan”, Mario Caterino, Cipriano D’Alessandro, Giuseppe Diana, Antonio Iovine e Enrico Martinelli. Assolti: Giovanni Della Corte, Luigi Iorio e Gianluca Piazza e Francesco Bidognetti. Risarcimenti sono stati riconosciuti all’Associazione “Mò Basta” che si ècostituita parte civile. L’indagine nacque dopo il sequestro dell’hard disk del computer di Vincenzo Schiavone “Copertone”.