Pubblicato in data 15/mag/2012 da Parlamentari Radicali
BONINO (PD). Signor Presidente, innanzitutto la voglio ringraziare per le parole che ha voluto usare nel ricordo del nostro collega Piero Milio. Era evidente che non si trattava di un ricordo formale: era più di questo. Lei stesso ha parlato di un amico personale. Credo volesse dire anche delle sintonie di approccio alla politica, che temo si stiano perdendo: sarebbe invece urgente recuperare un senso delle istituzioni quale quello che ha connotato la vita politica di Piero Milio. Lei ha ricordato che Piero arriva a una militanza politica attraverso il Partito Liberale. Nella sua battaglia per la giustizia giusta ad un certo punto, come nell’ordine naturale delle cose, ha incontrato la Lista Pannella. Lei ha citato la sua opera sul piano processuale, per esempio come difensore di parte civile in grandi processi. Ricordiamo tutti i processi cosiddetti dei grandi appalti nel comune di Palermo, anticipatori – mi consentano i colleghi – di tante vicende drammaticamente attuali – temo – del nostro Paese, indicatori di quel tanto che si agita nel sottobosco della politica e dell’amministrazione anche oggi, facendo strame di ogni norma costituzionale e di legge. Era un liberale d’altri tempi, si dirà: c’è da augurarsi che siano i tempi futuri, perché davvero ne avremmo, noi e le istituzioni, un grande bisogno. Voglio solo aggiungere un elemento al ricordo della vita e dell’attività politica di Piero Milio che forse si conosce meno, ma che è molto importante. Piero Milio si appassionò alla situazione drammatica e illegale dei manicomi criminali. Stimolato e accompagnato dalla collega Donatella Poretti, all’epoca giovane militante radicale, li visitò tutti, da Reggio Emilia a Castiglione delle Stiviere, da Aversa a Napoli, da Barcellona Pozzo di Gotto a Montelupo Fiorentino, trovandosi di fronte a malati in cura presso agenti penitenziari invece che presso infermieri e medici. Questo viaggio lo trasformò: mise in piedi un gruppo di lavoro di criminologi, psichiatri e giuristi. Scrisse un buon disegno di legge, una proposta praticabile che poneva l’accento sull’aspetto sanitario di quelle strutture. In Parlamento ne sono stati depositati solo due (forse dovremmo andare a riprenderli) il suo e quello scritto dalle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna. Questo volevo aggiungere brevemente agli altri aspetti dell’attività politica di Piero Milio che lei ha ricordato, penso, con emozione Piero – come lo chiamavamo tutti noi radicali – era appunto un liberale, forse d’altri tempi; però, questa sua capacità di credere nella giustizia, di credere alle procedure, non a quelle spettacolari ma a quelle sostanziali, ritengo sia una pratica profetica, un insegnamento che dovremmo tutti riprendere, rianalizzare, fare nostro, perché spesso ce ne dimentichiamo. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Giai).