Sabato 12 gennaio c’era davvero tanta gente per un testo che racconta una pagina indimenticabile e straordinaria del Novecento Aversano: “Andreozzi l’uomo che salvò Aversa”. A moderare l’incontro il giornalista Vito Faenza che, in apertura, ha dato la parola, dopo i saluti già previsti, ad autorevoli rappresentanti delle istituzioni presenti.
A presentare questo bel testo di storia locale, che si può trovare fino a domenica solo presso la libreria “Quarto Stato” di Aversa, sono stati Geppino De Angelis, autore della prefazione, e Filomena Di Sarno, studiosa di storia Aversana. I due hanno evidenziato le caratteristiche dell’opera. Ma particolarmente toccante è stato il momento in cui ha preso la parola lo stesso autore. De Chiara ha parlato del suo testo in maniera davvero coinvolgendo, alternando alle sue parole le immagini dei protagonisti, fatte vedere con apposite slide, e le letture di passi “emozionanti” ad opera di Luigi Crimaco, direttore del Museo Civico e Archeologico di Mondragone. La sala, messa gentilmente a disposizione dal Vescovo e dal Rettore del Seminario, don Stefano Rega, si è rilevata non in grado di accogliere le tante persone via via intervenute, ma ha rappresentato per la sua bellezza artistica la cornice ideale per un evento che sarà ricordato. “Molti non hanno avuto la possibilità di ascoltare quanto è stato detto – ha dichiarato Nicola De Chiara al margine della manifestazione – ed è per questo che ho deciso di presentare ancora questo testo, anzi alcune Associazioni presenti hanno manifestato la loro disponibilità ad organizzare delle ulteriori manifestazioni”. La storia raccontata da De Chiara ha dell’incredibile. Parla dell’uomo che salvò Aversa dai propositi minatori dei nazisti (che volevano letteralmente farla saltare per aria) e tanti giovani Aversani dalla deportazione. Ospite d’onore è stato l’avv. Enrico Magliulo, testimone e protagonista delle vicende narrate nel libro.
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