Secondo il Codacons di Aversa, “è necessario che l’amministrazione municipale dia mandato al legale dell’Ente perché tuteli il nome di una città che non solo è appena diventata la sede del tribunale probabilmente più importante del sud, ma che è stata al centro di manifestazioni contro lo sversamento di rifiuti tossici che hanno trasformato il territorio dell’Agro in quello che ormai è definito ‘la Terra dei Fuochi’.
Manifestazioni che hanno visto scendere in strada migliaia di persone per denunciare un crimine che ha cancellato il futuro di una regione come la Campania un tempo chiamata ‘felix’, provocando centinaia di morti”. L’Associazione protesta contro il fatto che nella puntata finale del “Caso di coscienza 5”, andata in onda lunedì su Rai Uno, sia stata presentata Porta Napoli con il sottotitolo inequivocabile “Aversa” – conclude il Codadons – “è inaccettabile e lo è ancora più se si considera che i titoli di coda precisavano che la fiction non aveva alcun riferimento a fatti, luoghi o persone realmente esistiti”. Fatti analoghi erano avvenuti anche per la fiction Mediaset “Il Clan dei Camorristi”.
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