La loro casa crollò inghiottita da un cedimento del suolo e loro rimasero per ore aggrappati ai brandelli dello stabile, per non finire nella voragine in cui l’immobile era sprofondato, ma alla fine furono salvati dai soccorritori. Accadde dieci anni fa a Sant’Antimo ed oggi c’è un lieto fine. L’intera famiglia Ibrahim: i due coniugi e i loro tre figli figlioletti, che allora avevano, di cinque anni, tre anni e tre mesi, furono salvati grazie ai figli del proprietario dello stabile la cui casa era a pochi metri dal disastro, Stefano e Luigi di Lorenzo, fecero appena in tempo a tirare fuori la famiglia pachistana prima che sprofondasse con la casa che stava diventando una tomba.
Fu questione di minuti, poi tutto venne ingoiato da quel buco che si era aperto nel terreno. Dieci anni dopo gli Ibrahim hanno ricevuto la cittadinanza italiana. L’episodio destò molta commozione, quella notte tra il 30 novembre ed il 1° dicembre del 2003, un amico della famiglia, anch’egli pachistano, Gulam Rasul perse la vita non ci fu nulla da fare. I loro salvatori da allora non li hanno lasciati più soli: Stefano, Luigi e la moglie Adriana hanno anche seguito il lungo iter burocratico, che ha poi portato al riconoscimento della cittadinanza italiana. Nei giorni scorsi in Comune si è svolta la cerimonia ufficiale, davanti al funzionario comunale, gli Ibrahim hanno pronunciato il giuramento di rito sulla costituzione italiana e ricevere l’atto che attesta la nuova cittadinanza. Con loro come quella notte da incubo, era presente Adriana Palladino che oggi è consigliere comunale e Luigi uno dei due fratelli che rischiarono la vita per salvare quella altrui.
Salvatore Pizzo
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