L’assassino di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni che precipitò dal balcone di un edificio del Parco Verde di Caivano, a distanza di un anno dal delitto avrebbe commesso degli errori fatali, che potrebbero dare la svolta decisiva all’indagine sulla morte e sugli abusi sessuali ripetuti, subiti della piccola.
Dopo la tragica morte del pubblico ministero Federico Bisceglia, il caso è stato assegnato al procuratore aggiunto Domenico Airoma, affiancato dal pm Cludia Meoni. I nuovi elementi che stanno contribuendo a stringere il cerchio intorno al mostro, riguardano due aspetti essenziali. Il primo relativo ad una nuova e più attenta analisi della ricostruzione dei tempi e delle circostanze del ritrovamento della piccola agonizzante, riferiti spontaneamente da alcuni testimoni che erano andati ad aggiungersi a quelli contenuti nelle dichiarazioni dei primi sospettati.
L’esame dei verbali ha poi evidenziato diverse e gravi incongruenze, che inducono gli inquirenti a ritenere che alcune di queste persone potrebbero aver mentito per coprire un uomo che ha avuto un ruolo di primo piano in quei terribili istanti dopo la caduta, quando Chicca fu ritrovata sul selciato del lato nord dell’isolato 3 delle palazzine popolari Iacp. Gli elementi raccolti hanno portato a restringere il numero dei sospettati a tre soggetti, che sarebbero rispettivamente l’assassino e i complici che lo avrebbero coperto. Nelle prime fasi dell’inchiesta le persone coinvolte nel giro di pedofilia avrebbero fornito informazioni false da mettere in cattiva luce la madre della piccola, cercando addirittura di gettarle addosso un sospetto di colpevolezza.
Il secondo aspetto, riguarda le modalità con le quali è stata soccorsa la bambina che, quel 24 giugno dello scorso anno fu immediatamente sollevata, caricata sul sedile posteriore di un’auto e senza nemmeno aspettare la mamma, venne portata in ospedale a Frattamaggiore, dove morì poco dopo.
In questi mesi, è stata effettuata una perizia che ha consentito di calcolare che il tempo necessario per raggiungere quell’ospedale da Caivano, a seconda del traffico e del percorso scelto, ovvero Asse Mediano o viabilità ordinaria, varia tra i dodici e i venti minuti. Le indagini rivelano che in quel lasso temporale, mentre la piccola era in auto con i soccorritori, si sarebbero verificati spaventosi scenari a conferma degli ulteriori sospetti. Gli investigatori ritengono che la bimba sarebbe stata aggredita tra le undici e trenta e le undici e quarantacinque – ora del ritrovamento e dei primi soccorsi – per essersi ribellata ad un tentativo di violenza sessuale da parte di una rete di «orchi» del parco Verde.
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