La situazione Rom a Giugliano diventa sempre più complessa, e mentre il sindaco Poziello continua a sostenere la costruzione dell’ecovillaggio per la comunità rom di Masseria del Pozzo, la cui area sarà bonificata dal Comune “rientrando in un piano più ampio di bonifica dell’area vasta”, lo sdegno in città avanza creando una vera e propria contrapposizione tra gli zingari e i cittadini giuglianesi.
Considerato il diffuso malcontento per la costruzione dei 44 moduli abitativi che dovrebbero sostituire l’attuale campo di Ponte Riccio, l’opposizione ha chiesto che tale questione venga discussa in un consiglio comunale monotematico il 10 febbraio, e che vengano prodotte relazioni sulle politiche regionali e comunali di integrazione già attuate, con contestuale verifica dei risultati, e delle politiche di attuazione futura. Non ultima la verifica della gestione dei fondi da parte delle associazioni di volontariato che hanno operato fino ad oggi nei campi Rom presenti nel terzo comune della Campania.
In particolare, la battaglia sostenuta da gran parte della comunità giuglianese è acuita dalla scarsa propensione al rispetto delle regole da parte dei nomadi, che ormai si sono trasformati in una comunità stanziale sempre più propensa ad accogliere diritti ma a rifiutare doveri.
Al centro del dibattito anche le opere di bonifica e urbanizzazione a carico dei cittadini giuglianesi, e la poca credibilità di un risanamento ambientale del campo di Ponte Riccio nonostante non siano state ancora compiute le opere di bonifica negli ex-campi nomadi. Aree peraltro, che si ritroveranno a poche centinaia di metri, trasformando con ogni probabilità la previsione dell’Eco-vilaggio nell’ennesimo ghetto.
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