manette 3Questa mattina la Guardia di Finanza di Piedimonte Matese ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura della Repubblica nei confronti di C.S., nato a Casal di Principe il 3 novembre 1965, imprenditore edile ritenuto organico al clan dei Casalesi e aggiudicatario di numerosi appalti pubblici soprattutto nell’alto casertano.

 

La misura cautelare eseguita oggi è giunta a seguito di indagini che hanno riguardato decine di gare d’appalto indette dal 2003 al 2010, in particolar modo dai Comuni di Dragoni e Alvignano. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe assunto sistematicamente delle condotte illecite, finalizzate alla turbativa d’asta con l’assegnazione dei lavori per oltre 20 milioni di euro a società riconducibili al clan dei casalesi.

Nello specifico nell’ordinanza viene contestato all’arrestato, in qualità di legale rappresentante pro tempore della D’Angelo Costruzioni srl, aggiudicataria dell’appalto, di aver manipolato, tramite offerte prodotte artatamente, il risultato della gara ad evidenza pubblica indetta dal Comune di Dragoni nel 2010 per i lavori dì completamento e valorizzazione dei percorsi di accesso al Castello Medievale, con base d’asta di 1,5 milioni di euro.

L’imprenditore casalese è accusato di aver pilotato l’istruttoria facendo partecipare più imprese dì fatto riconducibili al suo stesso nucleo familiare, avvalendosi per la progettazione di professionisti esterni, a loro volta proposti e diretti in maniera occulta dal Responsabile del procedimento di gara – ritenuto soggetto compiacente – già per anni Responsabile del Settore Lavori Pubblici del comune appaltante, nonché per lungo tempo socio occulto di uno studio di progettazione di Caserta, sottomesso alle finalità illecite del gruppo criminale.

Il RUP; infatti, conoscendo con largo anticipo le progettualità degli enti locali a base delle procedure di appalto, riusciva a predisporre progetti migliorativi più competitivi che avrebbe offerto – tramite professionisti compiacenti – all’arrestato, il quale a sua volta avrebbe poi deciso con quali società partecipare e con quali aggiudicarsi i lavori, sempre per conto del clan dei casalesi.