All’alba di ieri, un maxi blitz della Polizia di Stato ha smantellato un’organizzazione criminale specializzata in colpi sotterranei. Gli uomini della Squadra Mobile di Caserta hanno eseguito 12 misure cautelari (7 in carcere e 5 ai domiciliari) emesse dal gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura. Gli indagati, tutti residenti a Giugliano, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata a rapine a mano armata, riciclaggio e detenzione di armi, persino da guerra.

L’indagine ha svelato una vera e propria “scuola” criminale gerarchica e scientifica. I membri della banda, soprannominati “fognari”, agivano protetti da tute bianche e maschere.

Il loro modus operandi richiedeva mesi di pianificazione nei bar di Giugliano, lo studio di planimetrie e il reclutamento di basisti. Successivamente, scavavano cunicoli nella rete fognaria usando martinetti e idropulitrici fino a sbucare nei caveau attraverso fori di 40-50 centimetri. Un mercato parallelo e redditizio: i tunnel venivano talvolta “venduti” ad altre bande fino a 50.000 euro.

L’inchiesta è partita dalla rapina del luglio 2022 alla gioielleria Marotta di Aversa (bottino da 300mila euro) e da quella del 16 gennaio 2023 alla BPM di Giugliano, oltre a due tentati assalti agli uffici postali di Giugliano e Villaricca.

Gli investigatori, tuttavia, guardano oltre: si valutano forti collegamenti con la clamorosa rapina dello scorso 16 aprile 2026 al Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro al Vomero, dove i banditi presero in ostaggio clienti e dipendenti prima di svaligiare le cassette di sicurezza e svanire nel sottosuolo. Gli interrogatori di garanzia inizieranno domattina nei penitenziari di Santa Maria Capua Vetere, Avellino e Taranto.

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